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Palermo: riapre il Bar del Bivio. Il riscatto della famiglia Alaimo

Palermo: riapre il Bar del Bivio. Il riscatto della famiglia Alaimo
Palermo: riapre il Bar del Bivio. Il riscatto della famiglia Alaimo
8 ott 2016 - 17:17

PALERMO - Riapre Il bar del Bivio. In tanti si sono dati appuntamento per bere un buon caffè insieme e per cominciare a progettare il futuro di questo storico locale.

Una mattinata piena di voglia di condivisione e di riscatto quella che oggi ha sancito la riapertura del Bar del Bivio, in attesa di farlo decollare e riprendere il corso interrotto a causa di problematiche non dipendenti dalla volontà dei suoi proprietari.

possa tornare a essere come e più di quello che era una volta, riportando anche la sua luce in questa borgata

possa tornare a essere come e più di quello che era una volta, riportando anche la sua luce in questa borgata

La famiglia di Emanuela Alaimo, dopo aver combattuto per 30 anni contro l’usuraio e il tribunale, ha ripreso le redini del bar, riuscendo a sfrattare il curatore dell’immobile, l’avvocato Carlo Di Rosa. 

Nel 2014 è stato affidato a lui dopo averlo sequestrato quattro anni prima a Marco Arena, perchè sembrava che usufruisse della disponibilità economica del padre, Salvatore Arena, un imprenditore vicino ai boss del clan di Villabate.

Di Rosa chiuderà l’attività a dicembre dello stesso 2014 per incapacità a gestirlo. Solo dopo vari tira e molla, poche settimane fa ecco finalmente la riconsegna del bar alla famiglia di Emanuela Alaimo.

“Quando seguiamo e assistiamo imprenditori caduti nelle mani degli usurai – commenta Rosanna Montalto, vicepresidente di Confcommercio Palermo - e vediamo che lo Stato stesso impedisce loro di ripartire, è un fallimento per tutti, società, imprenditori e Stato stesso”.

Ancora più vergognoso che si consenta l’amministrazione giudiziaria di beni come questo a persone che, alla fine, non pagano per le condizioni in cui gestiscono e abbandonano gli immobili. Il caso del Bar del Bivio dimostra purtroppo che si può fare quel che si vuole, restando impuniti.

«Purtroppo le condizioni in cui ce l’hanno restituito sono tragiche – commenta Lorenzo Catalano, il figlio di Emanuela Alaimo –. Tanto disastrose da non consentirci di fare un caffè. Anche perché, tra le altre cose, la macchina del caffè è una di quelle che ci hanno rubato in uno dei due recenti furti. Per questo oggi abbiamo deciso di metterci fuori con una macchinetta e di offrirlo come augurio che si riprenda il prima possibile“.

Lorenzo Catalano fiducioso afferma anche che inviteranno la cittadinanza a un flash-mob per dare il via all’opera di ricostruzione.

“Spero - continuache ai primi del nuovo anno il Bar del Bivio, che nel 2005 ha festeggiato in Camera di Commercio i suoi primi 50 anni di attività, possa tornare a essere come e più di quello che era una volta, riportando anche la sua luce in questa borgata.

Stamattina erano presenti non solo la famiglia Alimo ma anche Rosanna Montalto, vicepresidente della Confcommercio di Palermo, l’avvocato Fausto Maria Amato, Edy Tamajo, Costantino Garraffa presidente di “Sos Impresa”, il presidente del consiglio comunale di Palermo Totò Orlando, i consiglieri comunali Alberto Mangano, Paolo Caracausi e Giusi Scafidi, il presidente della seconda circoscrizione Antonio Tomaselli e il consigliere di circoscrizione Ottavio Zacco.

Tutti pronti a fare fronte comune per dimostrare che, uniti, si può vincere ogni battaglia. E forse anche la guerra.

Redazione NewSicilia



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