Mafia

Palermo: il patrimonio di Pecora nelle mani della Dia, 100 milioni di euro fra beni e società

dia
3 feb 2016 - 07:44

PALERMO - Possedevano e gestivano beni per un valore di cento milioni di euro, ma oggi il lauto bottino degli eredi dell’ex imprenditore edile Francesco Pecora è stato sequestrato.

Parliamo di un vero e proprio “tesoro” che Pecora, morto il 3 maggio del 2011, aveva raccolto durante la sua vita. Nello specifico, l’uomo, uomo di spicco di Cosa Nostra, vantava la proprietà di 168 immobili tra appartamenti, ville, magazzini e terreni, tre società di capitale e tre società di persone oltre a numerosi rapporti bancari.

 
 

Di uguale spessore criminale sono i personaggi che Pecora annovera come suoi coimputati nei processi di mafia: Pippo Calò, Antonino Rotolo, Tommaso Spadaro e Giuseppe Ficarra.

Pecora nelle sue società gestiva capitali provenienti dalle attività losche di Cosa Nostra anche fuori dalla Sicilia e per esempio una delle sue azienda confiscate aveva sede legale a Pordenone.

Durante le indagini, inoltre, è stato possibile risalire a rapporti personali e di parentela attraverso cui Pecora era legato ad altri “soci in affari”.

Vittoria Marletta



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