Imbroglio

Palermo: già sposato, presenta documenti falsi per nuove nozze. Condannato

matrimonio
12 ago 2016 - 19:08

PALERMO - Passare tre anni della propria vita in compagnia dell’uomo amato e scoprire, sulle soglie del matrimonio, che il compagno è già sposato.

È quanto accaduto a una palermitana, che con il compagno rivelatosi bigamo, ha anche avuto una figlia. Il promesso sposo, un imprenditore lombardo di 41 anni, è stato denunciato dalla stessa donna.

L’uomo aveva intrecciato una relazione con la ragazza dicendole che era separato. Nel 2009 i due vanno a convivere, e la donna gli chiede di sposarla con rito religioso ricevendo una risposta affermativa dal compagno. Nel settembre dello stesso anno, le comunica che ha ottenuto il divorzio. Iniziano, dunque, i preparativi per il matrimonio religioso e il 6 ottobre i due si presentano al primo incontro del corso prematrimoniale in una parrocchia di Milano, dove l’uomo comunica al sacerdote di aver ottenuto il via libera dalla Sacra Rota per la celebrazione della nuova unione. La data per le nozze viene fissata per il 10 aprile 2010. L’imprenditore presenta i documenti: una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si attesta la sentenza di divorzio del tribunale di Milano; certificati di residenza, stato di famiglia e stato civile; la dichiarazione del tribunale religioso che attesta la nullità delle prime nozze. Tutti rigorosamente falsi. Il parroco fiuta l’inganno e, a due mesi dalla cerimonia, congela il procedimento. La donna, incinta viene a conoscenza della doppia vita del futuro sposo.

Il processo contro il compagno si è concluso in Cassazione con la condanna per sostituzione di persona e falso in atti pubblici. Adesso la donna chiederà in sede civile il risarcimento danni. L’avvocato che ha preso le difese dell’ex promessa sposa, Ivan Tortorici, ha dichiarato: “L‘uomo dal 2006 al marzo 2010 ha seguito un corso prematrimoniale. La mia assistita ha subito un danno: è stata privata della facoltà di scelta. Ha una figlia che non ha mai visto il padre“.

Aurora Circià



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