Criminalità

Palermo, continua la lotta ai ladri di servizi pubblici

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19 feb 2015 - 11:35

PALERMO – Continua la lotta ai ladri di servizi idrici ed elettrici nella provincia di Palermo.

A Piana degli Albanesi, i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Monreale nei centri “arbereshe” di Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela, hanno permesso di trarre in arresto G. S., trentottenne, T. S., quarantunenne e P. B., quarantanovenne, tutti con l’accusa di furto di energia elettrica.

Sono stati infatti individuati due allacci diretti alla rete elettrica pubblica con i quali veniva bypassato completamente il contatore, attribuiti a G.S. e P.B.. T. S. invece, tramite la manomissione del contatore, registrava solo il 20% degli effettivi consumi.          

Dopo essere stati posti a regime di arresti domiciliare in attesa del rito direttissimo, per i tre accusati sono stati convalidati gli arresti dal giudice del tribunale di Termini Imerese. G. S. e T. S. sono stati rimessi in libertà in attesa del processo mentre P. b. è stato condannato a sei mesi di reclusione con pena sospesa.

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A San Giuseppe Jato, invece, i carabinieri della compagnia di Monreale e della Stazione di San Giuseppe Jato, hanno tratto in arresto Mariana Romila, quarantaduenne, volto noto alle Forze dell’Ordine, oltre a C. P., quarantasettenne, G. G., trentaquatrenne e L. L. G., trentasettenne, per furto di acqua.

Durante i controlli ai caseggiati rurali distanti dal centro abitato, i militari hanno potuto constatare che i quattro avevano provveduto a rimuovere i sigilli dell’acquedotto per creare degli allacci diretti alla rete idrica, fornendo le rispettive abitazioni di tutta l’acqua potabile di cui necessitavano, senza che questa passasse attraverso un misuratore che ne registrasse gli effettivi consumi.

romila mariana

Anche in questo caso, dopo essere stati posti in regime di arresti domiciliari dal pm, i quattro accusati si sono visti convalidare il fermo giudiziario. Se per C. P. è stato diramato l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, G. G. e Marina Romila sono stati rimessi in libertà in attesa del processo, sebbene l’accusata rimane sottoposta agli arresti domiciliari per altra causa; sei mesi di reclusione, invece, e venti giorni di lavori socialmente utili per L. L .G.

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Giuseppe Correnti



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