Giudiziaria

Palermo, annullato parzialmente il maxi sequestro agli eredi Rappa

tribunale Palermo
17 dic 2015 - 09:53

PALERMO - Annullato parzialmente dalla Cassazione il maxi sequestro da 800 milioni, avvenuto nel marzo dello scorso anno, dalla Dia nei confronti degli eredi dell’imprenditore Vincenzo Rappa deceduto nel 2009.

I beni sono bloccati perché furono sequestrati in quanto i figli e i nipoti di Rappa sono stati considerati soggetti “socialmente pericolosi”.

Si tratta di un ingente patrimonio accumulato negli anni dalla famiglia dell’imprenditore dedito al settore edile ma con numerosi immobili, aziende operanti nel campo dell’editoria e concessionarie di automobili. All’epoca la misura di prevenzione patrimoniale era stata motivata dalla “condotta agevolatrice” degli eredi di Rappa attraverso passaggi societari dal nonno al figlio e ai nipote che “dovevano essere al corrente delle vicende giudiziarie relative al congiunto”.

Nel mirino dei giudici era finito anche il passaggio delle quote di Trm. Vincenzo Rappa era stato condannato, con sentenza definitiva, per concorso esterno: secondo gli inquirenti era in affari con Cosa nostra.

Adesso l’annullamento del sequestro è dovuto al fatto che i Rappa non sono tecnicamente (se non in minima parte) “eredi” di colui che sarebbe stato il “prevenuto”, il capostipite della generazione di imprenditori. In caso di morte la legge consente infatti che i beni possano essere aggrediti entro cinque anni nei confronti degli eredi. Il provvedimento è con rinvio per quel che riguarda la parte (circa il 20 per cento, da dividere in tre) intestata a Filippo Rappa e ai suoi due fratelli, Sergio e Maurizio.

Il nuovo giudizio della Corte d’appello dovrà accertare proprio se e come i tre fossero eredi, se avessero accettato o rinunciato alla successione. L’annullamento e’ invece senza rinvio, dunque diretto e immediato, per i due figli di Filippo Rappa, Vincenzo Corrado e Gabriele, che eredi non possono essere considerati.

Redazione NewSicilia



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