Funerali

Palagonia, il giorno del dolore per i coniugi Solano

I funerali di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanes
2 set 2015 - 19:12

PALAGONIA - La città è attonita. È come quegli anziani che si sporgono per guardare il passaggio del corteo funebre con aria stupita per poi abbassare le veneziane, come per allontanare il dolore per due morti atroci.

Nel caldo pomeriggio odierno si sono celebrati i funerali di Vincenzo Solano, 68enne, e della moglie Mercedes Ibanez, 70enne. Entrambi uccisi in casa lo scorso 30 agosto durante una rapina finita tragicamente e con l’ombra di una presunta violenza sessuale sulla donna.

La camera ardente allestita nella sala azzurra del municipio di Palagonia stracolma di fiori ha ospitato le diverse visite di una coppia che seppur emigrata per tanti anni in Germania era molto conosciuta e ben voluta in città.

Nessuna voglia di parlare da parte dei conoscenti e dei parenti. In particolare la figlia che ha chiamato in causa le precise responsabilità dello Stato, chiedendo anche la presenza di Renzi, è rimasta chiusa in un giorno di comprensibile dolore.

In visita alla camera ardente il sindaco di Palagonia Valerio Marletta, il prefetto di Catania e il comandante dei Carabinieri Casarsa.

Il corteo, accompagnato dalla banda musicale, è giunto sino alla chiesa di San Giuseppe dove i funerali sono stati celebrati da monsignor Calogero Peri, vescovo di Caltagirone.

“Mentre a Roma e a Bruxelles si litiga a Palagonia e nel canale di Sicilia si continua a morire: si parli di meno, si agisca di più”, ha detto monsignor Peri durante l’omelia.

“Basta a campagne elettorali infinite – ha aggiunto - pensiamo a risolvere i problemi della gente, perché o ci salviamo tutti o affondiamo tutti, come sul Titanic. Vendetta, odio e rancore, non risolvono i problemi ma li complicano. L’accoglienza va fatta, ma va fatta un po’ meglio, anche perché si sapeva che certi inconveniente avrebbero dato frutti cattivi”.

Un pacchetto di patatine era sulla bara di uno dei due coniugi, unica nota curiosa in un giorno di silenzio e di compostezza. Il clima a Palagonia è di dolore: nessuna voglia di rivalsa o sentimenti d’odio.

Una prova di grande maturità visti i forti venti di bufera che hanno sospinto le dichiarazioni dei politici nazionali.

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Andrea Sessa



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