Disagi

Pachino, operatori ecologici senza stipendi da 4 mesi: inizia lo “sciopero della fame”

Fonte immagine: Pachino Cam News.
Fonte immagine: Pachino Cam News.
21 mar 2017 - 07:36

PACHINO - Di mattina al lavoro e di pomeriggio lo sciopero della fame. È ancora critica la situazione per gli operatori ecologici di Pachino a cui, da quattro mesi, non vengono pagati gli stipendi

Nella giornata di ieri, lunedì 20 marzo, nei pressi di via Cavour, è iniziato lo sciopero della fame da parte dei lavoratori dell’azienda Dasty. 

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Fonte immagine: Pachino Cam News.

A denunciare l’accaduto è il Movimento Autonomo Pachinese con a capo Giordano Di Raimondo Metallo, che ci spiega come “questo servizio va svolto assumendo in pianta organica dell’ente pubblico il personale. Troppo spesso viene ricordato ai lavoratori in sciopero che essendo assunti da una ditta in proroga avranno sempre bisogno di un rinnovo di contratto (non obbligato). C’è un passaggio molto importante però… il comune paga in ritardo la ditta Dusty ma non applica mai le penali previste dal capitolato”.

Il capitolato di raccolta rifiuti solidi urbani del Comune di Pachino, secondo l’art. 21 (obblighi verso i lavoratori e l’Amministrazione), prevede che “le retribuzioni dovranno essere riferite al C.C.N.L. della categoria per gli istituti in esso contenuti e devono essere assicurate entro e non oltre il quindicesimo giorno del mese successivo a quello lavorato, prescindendo da eventuali controversie con l’Amministrazione e da eventuali ritardi nel pagamento del canone mensile, TRANNE NEL CASO IN CUI TALE RITARDO SIA SUPERIORE A TRE MESI”.

L’art. 39 (Inadempienze e relative sanzioni) stabilisce invece che “in particolare, per la violazione dell’obbligo dell’appaltatore di assicurare la retribuzione ai lavoratori dipendenti entro il giorno quindici del mese successivo, si applica in misura fissa la sanzione del 5% del canone mensile se il ritardo è inferiore a 15 giorni, del 10% del canone mensile se il ritardo supera i 15 giorni” laddove il comma 39.4 recita che: “In caso di gravi e persistenti inadempienze, configurandosi la non idoneità dell’appaltatore ad assolvere agli obblighi contrattuali, l’Amministrazione può disporre la revoca dell’appalto e chiedere il relativo risarcimento dei danni, con automatico incameramento della cauzione definitiva; così pure nel caso di recidiva dell’Appaltatore nella violazione dell’obbligo di assicurare la retribuzione ai lavoratori dipendenti entro il giorno quindici del mese successivo a quello lavorato”.

È per tale ragione, quindi, che i lavatori stanno scioperando davanti al Comune per una vertenza che riguarderebbe la ditta che li ha assunti

Una situazione di forte disagio per intere famiglie che si ritrovano a vivere, da mesi, senza stipendio perdendo, in fondo, anche la dignità come lavoratori e come uomini. 

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Redazione NewSicilia



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