Corruzione

Ossa di defunti conservate in busta e tombe rivendute “al migliore offerente”

Guardia di Finanza cimitero
2 apr 2016 - 09:11

FRANCAVILLA DI SICILIA - Vendevano e ampliavano tombe al cimitero di Francavilla di Sicilia, in provincia di Messina. Ma tutto avveniva senza alcuna autorizzazione e dunque senza nessuna ufficialità.

I finanzieri della guardia di Finanza di Taormina hanno individuato l’assurdo sistema illecito. Una persona è stata arrestata e altre sedici denunciate. Le indagini, durate diversi mesi, hanno consentito agli investigatori di rilevare come il precedente custode del cimitero, il dipendente comunale Tindaro Scirto, finito ai domiciliari, sfruttando la funzione pubblica rivestita e con l’ausilio di altri indagati, tenesse una serie di comportamenti illegali.

Sotto accusa insieme al dipendente sono finiti funzionari comunali, un medico dell’Asp di Messina, operai edili nonché i parenti di alcuni defunti.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale di Messina, Maria Militello, su richiesta del pm Antonio Carchietti, che ha coordinato le indagini.

In particolare, i militari delle fiamme gialle hanno scoperto come in più occasioni l’impiegato comunale, dietro il pagamento di compensi dai 3.500 ai 5.000 euro, avesse indebitamente simulato la compravendita di spazi destinati ai defunti, approfittando anche della buona fede degli aventi diritto, facendo loro firmare alcuni documenti che consentivano di disporre dei luoghi di sepoltura a favore degli eredi di altri defunti.

In altre circostanze l’arrestato si sarebbe fatto promotore dell’ampliamento di loculi già esistenti, in totale assenza delle prescritte autorizzazioni, previste anche per le aree sottoposte a vincoli architettonici.

Con altre condotte, in concorso con distinti indagati, avrebbe, inoltre, proceduto a spostare dal cimitero monumentale a quello di più recente costruzione un defunto al fine di avere più spazio a disposizione.

Significativa, in un caso, la modalità con cui è stata resa disponibile per la nuova sepoltura la tomba occupata dal precedente defunto, i cui resti sono stati riposti in una semplice busta di plastica lasciata all’interno della tomba, poi fatta occupare da un altro defunto.

Analoga sorte per le spoglie mortali di altre persone le cui generalità venivano cancellate dalle originarie stele marmoree. Al fine di mascherare la propria condotta illecita, il precedente custode avrebbe falsificato inoltre i registri cimiteriali ed i verbali di estumulazione e tumulazione.

I finanzieri hanno constatato come il principale indagato sfruttasse la conoscenza del luogo di culto e dei suoi frequentatori per individuare i loculi o le tombe che difficilmente sarebbero state reclamate da eventuali eredi e che il cimitero monumentale venisse considerato più prestigioso di quello di più recente costruzione.

I finanzieri dipendenti dal Comando Provinciale di Messina hanno, pertanto, denunciato complessivamente 17 persone, tra cui, oltre al custode e i suoi collaboratori, alcuni familiari di defunti che avevano pagato indebite somme per assicurare ai propri cari una sepoltura nel cimitero monumentale e due funzionari del comune di Francavilla di Sicilia precedentemente addetti al servizio cimiteriale.

Uno di questi ultimi, con funzioni di vigilanza e controllo sulle operazioni connesse alle attività di sepoltura, è stato proposto dal pm per la misura dell’interdizione dai pubblici uffici, insieme all’ex custode.

I reati contestati ai vari indagati sono di corruzione ed istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio e sottrazione di cadavere, ricettazione, falso ideologico nonché esecuzione di lavori su area sottoposta a vincolo architettonico in difetto di autorizzazioni.

Redazione NewSicilia



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