Incontro

Ospedale San Marco, si intravede una luce in fondo al tunnel

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11 ott 2016 - 11:41

CATANIA - La consegna dell’ospedale San Marco, prevista per il 9 febbraio 2017, sarà un momento decisivo per la sanità siciliana e rappresenterà per il quartiere che lo ospita, Librino, una fase di rinascita e di sviluppo.

Non era mai capitato finora che un’organizzazione sindacale, l’AnaaoAssomed, riunisse allo stesso tavolo il comparto istituzionale, quello medico e la società civile. Da un punto di vista istituzionale, da registrare la presenza del direttore generale del “Vittorio Emanuele” di Catania Paolo Cantaro, e Gaetano Chiaro, dir. generale pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Sanità (in rappresentanza dell’on. Baldo Gucciardi).

Dopo la consegna del presidio – ha detto Cantaro – ci saranno i mesi di collaudo (dai 2 ai 4), e poi l’ospedale sarà fruibile in tutte le sue funzioni: tra cui 80 posti letto per l’ortopedia e la riabilitazione, e altri 140 per la materna/infantile. Non entriamo più nel merito sui tempi di consegna, considerato che fino a qualche mese fa i lavori erano stati bloccati. L’apertura sarà una realtà. Questo è quello che conta”.

A cercare di rassicurare i presenti e calmare le acque, è intervenuto Gaetano Chiaro, che ribadisce: “La mancanza del San Marco nella rete ospedaliera, è data solo dal fatto che la rimodulazione fotografa lo stato di fatto della sanità siciliana, al momento presente. Ma dall’1 gennaio 2018 è previsto il “rientro” del San Marco, nella rete”.

Per nulla soddisfatto, invece, Il sindacato AnaaoAssomed Sicilia che, tramite il segretario regionale, Pietro Pata, ha affermato: “Un ospedale è davvero fruibile quando viene impiegato il personale opportuno e necessario. Una struttura ospedaliera che si avvale di quelle attrezzature così tecnologicamente avanzate, necessita di risorse. Ne ipotizziamo 1.300/1.400 per il San Marco”.

Francesco Basile, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Catania (in rappresentanza del Rettore, Giacomo Pignataro), ha sottolineato l’importanza dei dipendenti e dei precari: “Nonostante l’accorpamento del personale del Vittorio con quello del Policlinico, non siamo riusciti a coprire tutte le carenze di personale. E ora, guardando al San Marco, ci poniamo davanti a un problema serio: la mancanza di risorse”.

L’ospedale San Marco dunque, non è più un fantasma. Sta prendendo corpo ma deve avere la forza di sostenere le richieste sanitarie di un bacino d’utenza, oltre 80.000 abitanti, che fanno di Librino, ormai, più di un quartiere.

Progetto Ospedale San Marco di Librino

Progetto Ospedale San Marco di Librino

Francesco Santocono, in rappresentanza del Comune di Catania, ha ribadito che: “L’azienda costruttrice si è impegnata con la direzione generale dell’OVE/Policlinico, con l’ass.re Gucciardi e il sindaco di Catania Enzo Bianco, a rispettare i tempi di consegna. E noi vigileremo”.

Carlo Marino



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