Sbarchi

Organizzava i viaggi della speranza e “così favoriva l’immigrazione clandestina”

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26 apr 2016 - 11:05

RAGUSA - Non è bastato l’arresto nell’agosto 2015 e il successivo rimpatrio in Tunisia a fermare El Yakoubi Ahmed, nuovamente in manette per lo sbarco di 308 migranti e per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale, in Italia, di più di 5 persone.

Da mesi non veniva registrato alcuno sbarco di cittadini eritrei, probabilmente perché loro attendevano un miglioramento delle condizioni meteorologiche per intraprendere il viaggio verso la Sicilia. Lo scorso 23 aprile, però, una nave della Marina Militare ha avvistato e prestato soccorso ad un’imbarcazione sulla quale viaggiavano molti clandestini in difficoltà.

Poco dopo, i cittadini eritrei sono stati condotti all’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri della regione.

L’accoglienza dei migranti è stata molto rapida, anche perché tra di loro c’erano molti bambini e minori non accompagnati. Dopo lo sbarco, sono state prestate le dovute cure mediche soprattutto per le donne incinte e i minorenni.

In considerazione anche dei nuovi arrivi, la polizia scientifica ha lavorato sulla preidentificazione e sul fotosegnalamento dei nuovi sbarcati. Hanno partecipato alle procedure la polizia di Stato, la Croce Rossa, la polizia civile, l’esercito Italiano e i medici dell’Asp.

Durante le visite mediche, sono state effettuate le dovute indagini che, in 12 ore, hanno permesso l’arresto di un giovane scafista grazie alle testimonianze dei passeggeri. Lui era proprio El Yakoubi Ahmed che adesso dovrà rispondere di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

E già, solo ad una prima e superficiale analisi spuntano 53 nomi di scafisti arrestati nella provincia di Ragusa.

Martina Lo Giudice



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