Racket

Operazione Reset 2, Addiopizzo: “Segnali significativi di resistenza”. LE REAZIONI

addiopizzo
2 nov 2015 - 10:54

PALERMO - Le denunce che hanno condotto agli arresti odierni nel corso dell’operazione della Dda e dei carabinieri di Palermo fanno ben sperare l’associazionismo che da anni lotta contro il racket.

Addiopizzo, il movimento nato dopo l’uccisione di Libero Grassi, ha commentato positivamente la presa di coscienza degli imprenditori: “Anche se per molti anni le infiltrazioni e i condizionamenti di Cosa nostra sono risultati gravi sul tessuto sociale ed economico del territorio della provincia, le indagini odierne, oltre alle operazioni antimafia di questi ultimi anni, registrano dei significativi segnali di resistenza da parte di molti operatori economici”.

“La straordinaria azione repressiva delle forze dell’ordine e dei magistrati, i diversi collaboratori di giustizia e il percorso di affrancamento dal fenomeno estorsivo di commercianti e imprenditori, sostenuto dalle associazioni antiracket – prosegue la nota di Addiopizzo – rilevano come anche su questa area della provincia così difficile ci possano essere le condizioni per sgretolare il muro di omertà e voltare pagina. L’azione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria e il perseverante lavoro nel territorio condotto dalle associazioni hanno creato una rete di soggetti in grado di offrire competenze, tutele e schermo necessari affinché chi denuncia possa farlo in sicurezza”.

Anche il sindaco pentastellato di Bagheria, Patrizio Cinque, esprime soddisfazione: “Quanto ho auspicato, cioè una città normale basata sulla legalità, pian piano si sta realizzando. Il mio plauso va alle forze dell’ordine ma ancora di più ai 36 miei concittadini che hanno trovato il coraggio di denunciare, di non farsi intimidire, di voler lavorare serenamente nella legalità e senza gioghi”.

Il presidente dell’antimafia regionale Nello Musumeci si è unito alle felicitazioni: “36 imprenditori si ribellano al pizzo a Bagheria. 22 mafiosi arrestati. Ecco l’anti-mafia che riconosco: società, investigatori, magistrati. Insieme, tutti dalla stessa parte”.

La Confcommercio palermitana, con la presidente Patrizia Di Dio, ha rimarcato l’importanza della denuncia: “Noi sosteniamo che denunciare si può e si deve perché conviene: sottrarsi alla morsa della criminalità significa costruire sviluppo per la propria azienda e per la collettività. Tutti noi abbiamo il dovere di denunciare e il diritto di non essere lasciati soli a gestire i problemi che ne derivano. Siamo consapevoli che solamente con la collaborazione di tutti, con un vero e proprio patto, dalla fase repressiva passeremo a quella preventiva. L’associazione serve anche a questo”.

 Anche il presidente del consiglio Matteo Renzi ha commentato gli arresti: “Grazie al coraggio di chi rifiuta ricatti, grazie a Carabinieri e inquirenti. Bagheria non è cosa loro”.

Il ministro Alfano ha telefonato al comandante generale dei Carabinieri Del Sette per complimentarsi: “È una grande operazione, quella denominata Reset 2, importantissima sotto due aspetti. La gente, gli imprenditori onesti, quella stragrande maggioranza di persone che vede nella mafia la fine di ogni possibilità di riscatto e di sviluppo, è scesa in campo con più determinazione e non ha avuto paura di farlo, perché ha fiducia nelle istituzioni e crede convintamente nella legalità”. 

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Redazione NewSicilia



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