Truffa

Operazione “parcella”: sequestrati oltre 150 mila euro a due avvocati palermitani

polizia di stato
21 ott 2015 - 08:03

RAGUSA - La polizia di Stato ha sequestrato oltre 150 mila euro di parcelle ad un avvocato di Palermo ed un sedicente avvocato suo collaboratore.

I due, D.M. avvocato palermitano di 44 anni e B.L. sedicente avvocato di 48 anni, sono accusati di aver truffato continuamente dal 1998 dei poveri malati ragusani, appartenenti all’associazione “Pro Thalassemici”, affetti da diverse patologie derivanti da trasfusione di sangue.

Le vittime si erano rivolte agli avvocati in quanto “esperti” nel settore degli indennizzi e risarcimenti previsti dalla legge 210/1992, i quali richiedevano come parcella somme di denaro per gestire le pratiche con diverse scuse del tutto inventate.

Le indagini condotte dalla polizia di Stato hanno permesso al pubblico ministero di Ragusa di chiedere la misura cautelare del sequestro di tutti i conti correnti, conti depositi e titoli dei due indagati.

Il pubblico ministero ha però chiesto ed ottenuto dal giudice per le Indagini preliminari il sequestro preventivo di 155 mila euro, anche se comunque gli uomini della polizia di Stato hanno appurato che l’ammontare del denaro pagato come parcella (da qui il nome dell’operazione) era di circa 300.000 euro ma il giudice ha dovuto procedere al sequestro della metà dell’importo in quanto molti dei reati erano andati prescritti per decorrenza dei termini.

“La Polizia di Stato grazie al rapporto di fiducia instaurato con le vittime, – afferma Antonino Ciavola commissario capo della polizia di Stato –  è riuscita a ricostruire il singolo rapporto di ognuno di loro con gli indagati, raccogliendo fondamentali elementi di prova. L’indagine è stata particolarmente complessa perché il rapporto era iniziato nel 1998 e molti elementi erano difficili da inquadrare rispetto alla truffa”

“La Squadra Mobile di Ragusacontinua Ciavola invita tutti i cittadini che avessero bisogno di un consiglio, rispetto ai fatti a loro accaduti, a rivolgersi in qualsiasi momento agli investigatori. Le truffe, che purtroppo colpiscono proprio le persone più vulnerabili, hanno come scopo quello di mettere doppiamente in difficoltà le vittime; le persone offese dal reato, spesso non denunciano perché temono di essere giudicate come disattente, quindi subiscono anche una vittimizzazione secondaria, dovuta alla vergogna di essere state ingannate. La Polizia di Stato - conclude –  può solo offrire un aiuto alle vittime o potenziali vittime, cercando comunemente una soluzione prevista dalla legge”.

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Redazione NewSicilia



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