Dichiarazione

Omicidio stradale, l’avvocato Lipera: “In Italia si legifera sull’onda emotiva”

lipera
25 mar 2016 - 13:59

CATANIA - Si fanno largo pareri contrastanti sul tema dell’omicidio stradale e sorgono molte domande: era davvero necessario un inasprimento della pena del genere? Non sarebbe bastato che le leggi già vigenti fossero state applicate nella miglior maniera? Forse questa nuova legge è un modo per accontentare chi si dichiara deluso dalla giustizia italiana?

“Il problema è che in Italia, spesso, si agisce e si legifera sull’onda emotiva e non su basi concrete“, è questo il parere dell’avvocato penalista Giuseppe Lipera, che si mostra molto critico nei confronti dell nuova legge. “Sarebbe utile che questa legge agisse come deterrente e permettesse di evitare sul nascere molte tragedie. Il punto, però, è che non sono le leggi a dover cambiare, bensì le norme processuali. Si dovrebbero evitare alcune pratiche che, inevitabilmente, portano a un eccessivo sconto della pena, come il processo abbreviato”.

L’avvocato fa presente che già, prima di oggi, erano previste leggi molto dure che andavano da un minimo di 6 mesi a un massimo di 8 anni, ma queste non venivano applicate come di dovere: “Tra eccessivi sconti e cattive interpretazioni, queste pene non le ho viste mai applicate.”, dichiara Lipera, “Il problema sta nelle procedure attraverso cui le leggi vengono applicate, non nelle leggi stesse. La giurisprudenza è ormai troppo lenta”.

“È giusto che per un crimine efferato come quello di chi si mette alla guida ubriaco e uccide ci siano leggi altrettanto severe, ma manca un’armonia all’interno di un sistema che non fa differenza tra chi agisce volontariamente e chi no”, conclude Lipera, affermando che solo col tempo si riuscirà a comprendere se la nuova legge avrà i risvolti sperati.

Clelia Mulà



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