Delitto

Omicidio Palagonia: conclusa l’autopsia sulle vittime. Si attende il nulla osta per i funerali

La villetta dove sono stati uccisi i coniugi
La villetta dove sono stati uccisi i coniugi
1 set 2015 - 10:45

PALAGONIA - La città è ancora sotto shock mentre infuriano le polemiche politiche e si attende una risposta all’invito di Rosita Solanola figlia della coppia barbaramente uccisa all’interno di una villetta - rivolto al premier Matteo Renzi.

La donna ha lamentato “l’abbandono dello Stato” e ha chiesto un immediato riscontro delle istituzioni che, sino a questo momento, sono rimaste silenti.

Intanto si è conclusa questa notte l’autopsia – nell’obitorio dell’ospedale di Caltagirone – sui corpi della coppia (Vincenzo Solano di 68 anni e Mercedes Ibanez di 70 anni) e a breve la magistratura valuterà la richiesta dei familiari delle vittime sulla restituzione delle salme per poter celebrare i funerali. Oggi pomeriggio verrà allestita una camera ardente nella sala Azzurra del Comune di Palagonia mentre i funerali previsti per domani pomeriggio nella chiesa Maria Ausiliatrice potrebbero slittare per mancanza del nulla osta che non è stato ancora firmato dalla procura di Caltagirone.

Dagli esiti dell’autopsia potrebbero emergere nuovi elementi di colpevolezza nei confronti del presunto assassino. Si tratta del giovane ivoriano 18enne Mamadou Kamara, arrivato lo scorso giugno al Cara di Mineo. Per domani mattina, è prevista, l’udienza di convalida del fermo davanti al Gip. 

Al giudice per l’udienza preliminare il procuratore capo Vincenzo Verzera chiede la contemporanea emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

La polizia scientifica ha continuano nei rilievi nella casa e anche su un paio di mutande da uomo insanguinate trovate nel giardino. Anche se non in maniera esplicita qualche inquirente ha ipotizzato la violenza sessuale sulla donna poi scaraventata dal balcone.

Potrebbero essere dell’ivoriano fermato che le ha tolte per evitare di essere sospettato. Gli investigatori stanno controllando i tabulati del suo cellulare personale dal quale avrebbe fatto almeno due chiamate. Lui non ha fatto alcuna ammissione.

Avrebbe detto agli inquirenti di aver trovato il borsone, con cellulare e pc, per strada. Nel borsone c’erano anche un suo paio di pantaloni neri macchiati di sangue e una cintura bianca, con una grossa fibbia. Gli stessi che indossava, puliti, in una foto contenuta sul suo cellulare personale.

Al momento in cui è stato bloccato, invece, indossava la magliettina grigia di un’impresa di Palagonia con la quale Vincenzo Solano collaborava, i pantaloni, che sono diverse misure più grandi, e le pantofole dell’uomo.

Indumenti che la figlia della vittima ha riconosciuto subito.

 E intanto, il sindaco di Palagonia Valerio Marletta ha partecipato ad un incontro in prefettura a Catania per parlare della sicurezza del territorio e della necessità di intensificare i controlli.

Marletta ha chiesto la chiusura del Cara prediligendo un diverso modo di accogliere i migranti.

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Andrea Sessa



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