Tragedia

Omicidio Nicolosi: è caccia all’arma del delitto. L’assassino: “Sono stato io ma non volevo ucciderla”

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8 ott 2015 - 10:33

NICOLOSI - Lei non voleva ritirare la denuncia per stalking e lui , Antonio Luca Priolo, 25 anni di Belpasso, non si dava pace di questo tanto da perdere la lucidità e ucciderla. Con quel coltello l’ha colpita senza pietà. Una volta, un’altra e ancora un’altra… non si sa con quante coltellate Giordana Di Stefano, la giovane mamma catanese, è stata morta. Domani pomeriggio a definirlo sarà l’esame autoptico eseguito dal medico legale Giuseppe Ragazzi, incaricato dal pm Alessandro Sorrentino.

Intanto stamattina la comunità di Nicolosi si è svegliata nell’angoscia. Tutti parlano compostamente del terribile omicidio e per le strade di questo paese alle pendici dell’Etna, si respira il peso del silenzio, in segno di rispetto per una famiglia stravolta da una morte sconvolgente.

Lui, Antonio, l’assassino è stato fermato ieri pomeriggio dai carabinieri di Milano mentre stava salendo su un treno diretto a Lugano. 

“Sì sono stato io, ho perso la testa. Non volevo ucciderla”. Non ce l’ha fatta a negare; quella morte pesa come un macigno sulla sua coscienza. Il ragazzo, infatti, non ha ucciso solo Giordana in quanto ex fidanzata ma anche Giordana in quanto mamma di sua figlia, della piccola Asia di 4 anni.

Davanti ai militari ha sostenuto di aver agito d’impulso e non con premeditazione. Tesi confermata anche dal procuratore capo di Catania, Michelangelo Patanè, che stamattina in conferenza ha sottolineato che “l’omicidio di Giordana DI Stefano non era assolutamente prevedibile. I due ragazzi, infatti, si erano visti in buona armonia nel mese di agosto per festeggiare il compleanno della figlia”

Il corpo di Giordana, lo ricordiamo, ieri è stato ritrovato sui sedili anteriori della sua Audi A2, in una pozza di sangue a causa delle coltellate al petto che non le hanno lasciato scampo. I due ex conviventi forse hanno avuto un piccolo diverbio a causa della denuncia per stalking presentata dalla ragazza nel 2013 proprio nei confronti di Antonio.

Ieri mattina, neanche a dirlo, ci sarebbe dovuta essere la prima udienza. Ma Giordana in tribunale non è mai arrivata.

Dopo averla uccisa, il ragazzo, è scappato disfacendosi degli indumenti sporchi di sangue e ha iniziato la sua fuga verso il nord Italia, voleva andare in Svizzera.

Arrivato a Milano ha mandato un sms al padre con il cellulare di un passante, rassicurandolo che stava bene e che non doveva preoccuparsi. Ma proprio il padre di Priolo, agitato, era già nella caserma dei carabinieri per sporgere denuncia di scomparsa e ha informato i militari del contenuto del messaggio. Successivamente Antonio è stato rintracciato e fermato alla stazione di Milano.

Intanto i carabinieri stanno continuando a dare la caccia all’arma del delitto, controllando palmo a palmo le campagne tra Belpasso e Nicolosi ma ancora nessuna traccia.

Priolo ha trascorso la notte in una cella di San Vittore ed entro 48 ore sarà interrogato dal gip del tribunale di Milano per la convalida del fermo.

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Giorgia Mosca



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