Tragedia

Omicidio Naro, resta in carcere 17enne reo confesso. Ma si cercano complici

Aldo Naro
Aldo Naro
20 feb 2015 - 18:35

PALERMO - In una città attanagliata dal dolore per l’orrenda fine del giovane Aldo Naro, continuano le indagini e i pressanti interrogatori al diciassettene reo-confesso, al fine di chiarire una vicenda che presenta sempre più buchi neri. 

Oggi si è tenuta l’udienza che ha visto confermato il fermo per il minorenne omicida, con la convalida dell’accusa di omicidio doloso aggravato dai futili motivi. Futili motivi che vorrebbero un cappello da cowboy come “scintilla” che avrebbe acceso quella rabbiosa rissa. 

Stando ai racconti del ragazzo, lui si sarebbe trovato al Goa, come avveniva da tempo, per svolgere il lavoro di buttafuori; un impiego che veniva eseguito, a quanto pare, abusivamente.

Questo uno degli aspetti maggiormente oscuri. Pare, infatti, che la gestione della sicurezza fosse gestita da un familiare di un boss del quartiere Zen di Palermo. Una teoria non confermata dal proprietario della discoteca Goa che, oltre ad aver già denunciato il racket in passato ed essere iscritto all’associazione “Addiopizzo”, avrebbe affermato di essere all’oscuro su un possibile controllo malavitoso della sicurezza e di essersi sempre affidato ad una società di professionisti. E sarà la stessa associazione antiracket a sentire nei prossimi giorni l’imprenditore per avere chiarimenti sulla vicenda.

Sempre secondo il racconto del giovane, avvenuto durante un interrogatorio durato 6 ore, durante la serata gli ospiti del privè avrebbero abusato abbondantemente di alcolici, e alla rissa avrebbe partecipato anche Aldo Naro, scivolato nel tentativo di dare un calcio a uno dei partecipanti.

Intanto, mentre la voce del popolo (“tanto è minorenne, tra 5 anni è fuori”) vorrebbe il diciassettene come capro espiatorio per coprire qualcuno più grande, secondo un ordine partito dalle “alte sfere” dello Zen, sarebbero stati individuati gli altri partecipanti alla rissa.

Un mistero sempre più fitto quello che si sta creando intorno alla morte del giovane di San Cataldo, ma che vede le forze dell’ordine indagare incessantemente.

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Giuseppe Correnti



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