Lutto

Omicidio maresciallo Mirarchi, ricostruita la dinamica: oggi i funerali a Marsala

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4 giu 2016 - 08:21

MARSALA - È stata aperta nella tarda serata di ieri la camera ardente in onore del maresciallo Carabinieri Silvio Mirarchi, ucciso tre giorni fa durante la perlustrazione di una piantagione di marijuana nel trapanese. La camera ardente, allestita presso la Chiesa dei salesiani di Marsala, in provincia di Trapani, è rimasta aperta per tutta la notte e si è chiusa poco prima delle 11, quando sono stati celebrati i funerali in forma solenne. Presente anche il generale Tullio Del Sette, Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.

Quest’anno Silvio Mirarchi non è stato il primo dei caduti dell’Arma nell’adempimento del dovere – ha affermato Del Sette – Anche in altre parti d’Italia abbiamo registrato di questi fatti. Non so se qui c’è stata un’impennata della criminalità, però è un fatto che ogni tanto si debba pagare con una vittima e un sacrificio”. 

“Fino all’ultima notte in cui ha prestato servizio, Mirarchi è stato un carabiniere di grande valore che ha fatto onore all’uniforme che ha indossato. È stato vittima del dovere, vittima della criminalità organizzata. Oggi c’è una grande partecipazione corale della popolazione, a dimostrazione che la gente dell’Italia intera è vicina all’Arma, alle forze di polizia e alle istituzioni che svolgono un ruolo importante a difesa della collettività e della Repubblica”.

 

E proprio sull’omicidio di MIrarchi ci sarebbero delle novità. Pare infatti ci sia il coinvolgimento di un “gruppo organizzato di criminali” intenti a raccogliere canapa afghana coltivata all’interno di alcune serre di contrada Ventrischi di Marsala e che, una volta scoperti, non hanno esitato a reagire con le armi. A sostenere questa tesi è la Procura di Marsala che sta indagando sull’omicidio.

Le attività sinora svolte non consentono di ipotizzare un collegamento tra quanto verificatosi in contrada Ventrischi ed il ritrovamento effettuato circa 10 giorni fa sempre dalla Compagnia Carabinieri di Marsala in contrada Ferla di Mazara del Vallo di un’altra piantagione di canapa indiana – spiegano ancora dalla Procura - tra le due contrade peraltro vi è una distanza di circa 10 km. Su quest’ultimo episodio ci sono ancora indagini in corso“.

Dai primi approfondimenti investigativi a seguito della morte del maresciallo Mirarchi, è emerso che i carabinieri, impegnati in un servizio di osservazione, “notando la presenza di più persone che al buio si comportavano in maniera sospetta, hanno deciso di avvicinarsi per verificare cosa stessero facendo“. Giunti a circa 60 metri di distanza, hanno acceso le torce in dotazione e si sono qualificati come militari, “provocando una repentina reazione a fuoco che determinava prima il ferimento e poi la morte del maresciallo” si legge nella nota della Procura.

Santi Liggieri



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