Memoria

Oggi si ricorda Borsellino, Mattarella: “Onorarlo significa continuare la sua battaglia”

giudice borsellino
19 lug 2016 - 10:58

PALERMO - Sono ormai trascorsi 24 anni dalla morte di Paolo Borsellino, un nome che rientra nella storia, che si fa strada tra le maglie di una società che vorrebbe giustizia e ha in cambio solo falsità, punti interrogativi irrisolti e voci che si dipanano dal guazzabuglio con un generico “non ricordo“.

Sì, perché il tempo crea alibi e gioca a sfavore della verità. Qualora fossero vere le ipotesi di manipolazioni da parte di uomini dello Stato, Paolo Borsellino, come ha affermato Lucia Borsellino, figlia del giudice assassinato dalla mafia, sarebbe “stato ucciso due volte“.

Due mani avrebbero stretto un uomo assetato di giustizia, la Mafia e lo Stato. E se gli occhi si fossero aperti prima, se solo le bugie di Vincenzo Scarantino, usate per depistare le indagini, fossero subito state svelate, oggi probabilmente le pagine di storia avrebbero altro da narrare.

Ma la storia  non è fatta di se e di ma, l’unica cosa che resta è l’incognita e la paura che molte delle “verità” finiscano nella tomba insieme a coloro che ne erano portatori.

Non resta che affidarsi alle parole di speranza del capo dello Stato, Sergio Mattarella, che in occasione dell’anniversario della strage d via D’Amelio, così afferma:

Onorare Borsellino significa continuare la sua battaglia. Lo Stato e la società hanno gli anticorpi per colpire e sconfiggere tutte le mafie. Il diritto e l’ordinamento democratico costituiscono garanzie, oltre che irrinunciabili presidi di civiltà. Sta alla responsabilità di tutti procedere con coerenza e determinazione. Lo spirito di unità tra le forze migliori della comunità è indispensabile in questo impegno prioritario“. 

Daniela Torrisi



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