Celebrazione

Oggi la Giornata contro la violenza sulle donne

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25 nov 2015 - 06:10

SIRACUSA – Sono più di sei milioni le donne che hanno subito, nel corso della propria vita, una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Numeri impressionanti che meritano di essere ricordati per abbattere il muro di silenzio che avvolge queste donne e per aiutarle in maniera sempre più tangibile e concreta. Per non farle sentire sole.

Ed è oggi, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che viene registrato, all’Ufficio del Registro del Comune di Siracusa, il centro antiviolenza in onore di una delle tante vittime: Eligia Ardita, l’infermiera siracusana uccisa dal marito insieme alla figlia che da otto mesi portava in grembo.

Il delitto, consumato proprio all’interno dell’appartamento adibito ora a centro di accoglienza per le donne in difficoltà, è diventato simbolo della sofferenza di molte vittime della violenza.

L’appartamento, subito dopo il dissequestro, è stato assegnato al padre di Eligia, Agatino Ardita, che l’ha donato alla Fondazione, presieduta dalla sorella della donna, Luisa Ardita.

“Abbiamo voluto costituire la Fondazione Eligia Giulia Ardita per aiutare tutte le donne e per evitare che accadano altre tragedie come quella toccata a mia figlia e a mia nipote: la loro morte non dev’essere vana – spiega il papà di Eligia –. E la Fondazione potrà contare sulla casa, sull’auto e su tutti i beni di mia figlia, il frutto dei suoi sacrifici di una vita: lei avrebbe voluto così”.

E prosegue: “Sotto la casa di Eligia si trova un appartamento che è in vendita e che noi vorremmo acquistare per ampliare gli spazi e i servizi della Fondazione, allargandoli anche ad altre categorie in difficoltà, penso ad esempio agli anziani. Investiremo su quest’obiettivo tutto ciò che percepiremo dalle varie azioni risarcitorie che stiamo portando avanti”.

La vicenda sarà, inoltre, seguita da Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che sta già affiancando la famiglia nel merito della complessa vicenda.

A tanto impegno e dedizione si accosta l’appello di Antonella Parisi, segretaria confederale della Uil Trapani, con delega alle Pari Opportunità, che, proprio in una giornata come quella di oggi, decide di smuovere le coscienze: “In provincia di Trapani non esistono centri antiviolenza aderenti alla Rete di Relazioni promossa dalla Regione Sicilia per contrastare la violenza di genere, il che significa che c’è ancora molto lavoro da fare in questo territorio a tutela di chi è vittima di violenza”.

La delegata richiede un maggiore impegno da parte del Comune, sottolineando come, a Trapani, gli unici centri di accoglienza per le vittime della violenza siano a gestione privata e che risultano ormai insufficienti davanti alle richieste di aiuto.

Un monito non solo per Trapani, ma per tutta la Sicilia, invitata a incrementare sempre più il proprio impegno in questa campagna contro la violenza sulle donne.

“Rivolgo, infine, un appello alle scuole perché introducano nei propri piani formativi, i princìpi di educazione alla parità di genere e dunque di prevenzione delle violenze e delle discriminazioni, previsti dalla legge 107/2015 di recente approvazione. La scuola, infatti, può essere fondamentale per superare il modello culturale maschilista, che non concepisce le donne in posizioni di pari potere, e che riproduce anche in famiglia una concezione dei rapporti fondata sulla gerarchia e sul possesso” conclude la Parisi, invocando una sensibilizzazione che possa, prima o poi, estirpare il male sul nascere e porre fine alle barbarie a cui, ancora nel 2015, siamo costretti ad assistere.

Clelia Mulà



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