Tradizione

Oggi il clou della festa di Sant’Agata: il giro interno

Tra fuochi, foto e devozione... ecco i vostri scatti
Tra fuochi, foto e devozione... ecco i vostri scatti
5 feb 2016 - 06:53

CATANIA - Ieri il grande ritorno di Sant’Agata tra i suoi devoti. Oggi, la terza festa religiosa al mondo entra nel vivo.

Non si è ancora conclusa, infatti, la prima giornata di processione, che già il popolo etneo mostra impazienza per la seconda uscita della “picciridda” dalla Cattedrale.

Il tragitto, si sa, è sempre quello: “a Santa” passerà da via Etnea, piazza Università e piazza Stesicoro. Una volta giunto all’altezza di villa Bellini il fercolo, preceduto dai tantissimi devoti vestiti con il sacco bianco, imboccherà via Caronda alla volta di piazza Cavour, meglio conosciuta come “Borgo”, in attesa dei tradizionali fuochi d’artificio.

Come ogni anno, il “secondo atto” della processione riprenderà, al grido di “semu tutti devoti tutti”, questo pomeriggio. Dopo una breve sosta in Cattedrale all’interno della quale alle 16 si celebrerà la Santa messa, presieduta da monsignor Giorgio Demetrio Gallaro, intorno alle 17,00, la santa tornerà a mostrarsi al popolo catanese.

E mentre i turisti rimangono incantati dall’atmosfera magica e densa di folklore, i grossi ceri da 50 e anche 100 chili sono già pronti per essere trasportati sulle spalle di chi fa voto a Sant’Agata. Si tratta di persone che chiedono protezione e aiuto e che ogni anno arrivano stremati, per il dolore e la fatica, alla fine della processione.

In sostanza oggi, come da tradizione, si avanzerà più lentamente rispetto alla processione di ieri. Si prevede, infatti, che solo alle 5 di domani mattina la “picciridda” inizierà il percorso di rientro in Cattedrale, scendendo nuovamente per via Etnea e passando per via San Giuliano. Immancabile la tappa del “canto delle Clarisse” e poi, alla fine, piazza Duomo.

Quest’ultima parte della festa è un momento sofferto dai fedeli. Sant’Agata verrà conservata in attesa del giorno dell’ottava della festa, il 12 febbraio, per poi dargli un “arrivederci” alla prossima festa d’agosto e alla grande festa dell’anno prossimo.

Vittoria Marletta



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