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Offrivano una “business class” ai migranti: arrestati tre scafisti a Ragusa

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13 lug 2016 - 09:57

RAGUSA – Si potrebbe definire la “business class” dei migranti.

Imbarcazioni più piccole, costose e sicure stando a quanto dicevano i responsabili della tratta. In realtà un semplice modo per far pagare un viaggio cinque volte in più rispetto a quelli sui gommoni standard che ormai siamo abituati a vedere sulle nostre coste.

Circa una ventina di migranti e tutti di nazionalità siriana sopra la piccola barca di legno gestita da scafisti di diverse nazionalità. 

È questo ciò che è emerso dalle indagini condotte dagli uomini della Polizia di Stato di Ragusa che, dopo l’ultimo barco avvenuto a Pozzallo in cui sono stati tratti in salvo 281 migranti, aveva fermato un presunto scafista tunisino. 

L’approfondimento delle attività investigative ha fatto emergere la nuova modalità di traffico di vite umane operata e ha portato alla conferma dell’arresto del primo scafista e al fermo di altri due, un senegalese ed un gambiano. 

Nel materiale tecnico raccolto dalla polizia è emersa anche una foto in cui i responsabili della tratta si immortalano sorridenti in un selfie durante la traversata. 

Santi Liggieri



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