Restauro

A novembre di nuovo fruibile la Cappella Cimiteriale di San Gregorio

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29 set 2016 - 18:18

SAN GREGORIO DI CATANIA - L’amministrazione Corsaro punta ora al recupero della Cappella Cimiteriale, atteso ormai da decenni. A commentare l’iniziativa è il vice sindaco Ivan Albo: «Si tratta del recupero della dignità collettiva, prima che strutturale dei beni da tempo dimenticati da chi ci ha preceduti. Abbiamo allestito la sacrestia, adesso accessibile anche dalla sua porta posteriore, rinnovando l’interno della chiesa nel quale abbiamo valorizzato un importante affresco dimenticato da tempo, lucidato l’altare in marmo e realizzato a norma l’illuminazione della chiesa».

La cappella ritornerà ai cittadini nel prossimo mese di novembre, in occasione della celebrazione dedicata a tutti i Santi.

Le attività di restauro e di messa in sicurezza, volute fortemente dal vice sindaco Albo e da tutta l’amministrazione comunale, si sono focalizzate a: realizzare importanti opere di ripristino del tetto, recuperare l’intera facciata ed il rosone centrale della Chiesa; ristrutturate le porte di accesso e gli interni. Mentre sono state impiegate altre attività sul retro della Chiesa con le quali sono stati eliminati detriti fangosi per quasi due metri di profondità ammassatisi negli anni passati.

A dirigere i lavori per la messa in sicurezza e l’accessibilità degli ingressi posteriori è stato il geometra Cavallaro.

Pure il sindaco Carmelo Corsaro si esprime in merito alla ripresa della Chiesa: «La comunità sangregorese s’era supinamente abituata alle transenne davanti ad una Chiesa inaccessibile  celebrando tra le strade del cimitero le esequie e le festività dei tutti i Santi. Adesso ci riappropriamo anche del nostro splendido luogo di culto sfruttando le somme ricavate dai recuperi cimiteriali di concessioni scadute già da diversi anni e fino ad oggi da nessuna amministrazione comunale mai richieste e riscosse. Coi soldi delle nuove concessioni abbiamo anche realizzato gli ossari che ospiteranno con pari dignità di prima le salme».

Redazione NewSicilia



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