Intervista

A tu per tu con Giorgio Pillera: MasterChef, emozioni e passioni

Giorgio Pillera
26 dic 2015 - 13:06

CATANIA - Dopo la maiuscola prestazione di fronte ai 4 giudici di MasterChef, abbiamo contattato il 18 enne Giorgio Pillera che ha raccontato la sua esperienza e le sue emozioni a Newsicilia.

Da dove nasce la passione per la cucina?

«Questa passione la coltivo sin da quando ero piccolo. Per me cucinare è sempre stata una cosa istintiva e naturale. Il cibo è qualcosa che unisce le persone e i familiari, specialmente quando si pranza o si cena a tavola tutti insieme».

E MasterChef?

«È iniziato tutto un anno fa, quando ho visto in TV la promo per le selezioni. Non pretendevo assolutamente di accedere dato che non ho mai avuto a che fare con la televisione ma ero sicuro delle mie doti. Ho presentato il mio curriculum allegando le foto di alcuni miei piatti, come era richiesto, e puntualmente dopo una settimana vengo contattato: passo il turno e volo a Roma per fare i primi provini. Lì ho cucinato l’agnello con una ratatouille di verdure accompagnata da una salsa al ginepro, arrivando alla selezione dei 150 prima e dei 100 poi».

Cosa hai provato appena hai varcato quella porta trovandoti di fronte i 4 giudici?

«Ero entusiasta, convinto e determinato. Volevo mostrare ai 4 chef la mia tenacia e la mia tranquillità: non avevo paura. Lo chef Cannavacciuolo ha esaltato la mia determinazione; Cracco invece ha apprezzato molto la delicatezza nel modo in cui mi muovevo tra i fornelli; a Joe Bastianich è piaciuto il gusto complessivo del piatto e la presentazione, mentre lo chef Barbieri è stato colpito dal sapore della mia caponata. Mi ha detto di non aver mai mangiato una caponata così buona in vita sua». 

I giudici sono davvero così duri oppure è solo apparenza?

«Loro pretendono tanto, posso dire con tutta onestà che le scene viste in televisione sono assolutamente veritiere: si arrabbiano davvero. Io ho avuto comunque un impatto positivo con loro e penso che ogni esperienza sia soggettiva».

Per partecipare a MasterChef, Giorgio ha scartato una grossa opportunità«Oltre alla cucina, che è comunque al primo posto nella mia vita, pratico tutt’ora Kung fu. Sono cintura nera e ho vinto diversi premi nazionali. Arrivato a MasterChef ho rinunciato, oltre al quinto anno di scuola alberghiera, a partecipare ai mondiali di Kung fu in Taiwan».

Da dove deriva la tua determinazione?

«Penso che nella vita essere uno qualunque non ti porta molto lontano, non da i risultati che ti eri prefissato. Bisogna emergere per fare la differenza, voglio mettermi sempre alla prova per essere il migliore».

Che tipo di cucina è quella di Giorgio?

«La mia cucina è strettamente legata alla stagionalità degli alimenti. Utilizzo alle volte anche degli ingredienti biologici. Adopero carne di animali allevati secondo le norme e le regole prestabilite. I piatti che propongo sono sani e si rifanno molto alla cucina mediterranea e a quella siciliana, anche se ho avuto modo di cucinare elementi medio orientali. Mi piace molto sperimentare».

Il piatto che Giorgio ha presentato ai 4 giudici di MasterChef

Il piatto che Giorgio ha presentato ai 4 giudici di MasterChef

Chi ti ha accompagnato nel viaggio delle selezioni?

«Mia cugina Francesca, che voglio infinitamente ringraziare. Mi ha sempre sostenuto moralmente e in tutti i viaggi che ho fatto, per me lei è famiglia. Purtroppo i miei per lavoro non hanno viaggiato con me ma anche loro mi hanno sostenuto, soprattutto nelle spese. Erano molto contenti dopo aver visto la puntata, mi hanno detto che a volte anche un ragazzo che non va al liceo classico può portare a casa grosse soddisfazioni».

Cucini tu a casa?

«Quando posso si, vi assicuro che i giudici più severi che io abbia mai conosciuto sono i miei genitori. Hanno avuto, hanno e avranno sempre da dire al fine di far uscire il meglio di me stesso» ha concluso il giovane catanese.

Gabriele Paratore



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