Ambiente

Amianto, quanto costa liberarsene?

Amianto vasca
23 mar 2016 - 06:58

CALTANISSETTA – Le proposte ci sono, gli aiuti anche. Adesso tocca avere buon senso, rimboccarsi le maniche e lavorare per individuare le strutture dove è presente l’amianto e smaltirlo.

Un lavoro non facile, che richiede tempo e per cui la Regione Siciliana deve assolutamente fare qualcosa. Secondo alcuni dati forniti da Legambiente, in base alle informazioni fornite dalla Regione e dalle Province nell’aprile 2015, in Sicilia non ci sarebbe alcun impianto specifico per lo smaltimento. Così come altrove, fatta eccezione per Sardegna (5), Piemonte e Toscana (4), Emilia Romagna e Basilicata (2), Abruzzo, Friuli, Liguria, Puglia e la provincia autonoma di Bolzano (1).

Nonostante i numeri dello scorso anno siano assolutamente nefasti per la Trinacria, ci sono molte aziende che si occupano di amianto: smantellamento, sostituzione e smaltimento. Con quest’ultimo procedimento spesso destinato a ditte del Nord Italia, se non di altri paesi e a costi elevati. Tra le aziende più rilevanti c’è la Bonaffini, che risalta all’occhio per la sua posizione “centrale” in provincia di Caltanissetta.

Ma, quanto costa rimuovere l’amianto e sostituirlo? Difficile dare un valore esatto, dato che varia in base alle zone in cui si trova e al tipo di intervento richiesto: “I prezzi variano dai 13 ai 15 euro al metro quadro - spiegano dall’azienda -. Ma, ovviamente, dipende da quello che è necessario fare e dove”. Tuttavia, la spesa diventa ancora più onerosa se si considera che in alcuni casi bisogna sostituirlo con altri materiali. Per esempio, per rifare un tetto potrebbe essere necessario investire circa 100 euro al metro quadro.

Soldi che possono essere in parte recuperati. Anche per il 2016, infatti, sono stati confermati degli incentivi per privati e non. L’ecobonus 65%, valido principalmente per i titolari di azienda e che dovrebbero spingere essenzialmente ad effettuare interventi di riqualificazione energetica; e il bonus ristrutturazioni 50%, utile per chi vuole effettuare ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria e altri tipi di intervento.

Dal gennaio 2016 ad oggi, il dipartimento Amianto della protezione civile ha provveduto ad effettuare un censimento. In totale sono stati individuati 2 mila siti: 244 scuole, 18 ospedali, 93 edifici pubblici, 12 strutture sportive, 13 di distribuzione, 9 rientranti nella categoria di cinema, teatro e sale convegno, altri 9 nei luoghi di culto, 1.093 edifici residenziali, 165 edifici agricoli, 162 edifici industriali e altri 510 non catalogabili. 

A questi, poi, bisognerebbe aggiungere anche quelli denunciati dalle persone, ma ancora non raggruppati nelle categorie elencate prima. 

Utile nell’individuazione dell’amianto potrebbe essere l’utilizzo di speciali attrezzature aeree studiate dal CNR (Centro Nazionale Ricerca), attualmente a disposizione solo su Palermo e Siracusa. Oltre che l’autodenuncia e lo smaltimento dei privati.

I mezzi ci sono, ma il “killer silenzioso” è ancora una triste realtà sul suolo siciliano.

Andrea Lo Giudice



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