Mistero

Non ancora arrivata a Roma la salma di Failla. E non si placa la rabbia della moglie

Salvatore Failla
9 mar 2016 - 06:35

CARLENTINI -  Di slittamento in slittamento. Le salme di Salvatore Failla e Fausto Piano restano ancora in Libia bloccate da cavilli burocratici. Sarebbero dovute arrivare ieri sera a Roma. Ma nella capitale italiana, dove ad aspettarle sono i familiari inferociti, forse giungeranno solo nel pomeriggio di oggi.

È ancora avvolta nel mistero la morte di Salvatore Failla e Fausto Piano, avvenuta durante uno scontro a fuoco in Libia.

I due italiani erano stati rapiti lo scorso mese di luglio insieme con il ligure Gino Pollicardo e l’altro siciliano Filippo Calcagno

I quattro tecnici lavoravano per conto dell’azienda Bonatti di Parma e quel drammatico 19 luglio avevano fatto rientro in Libia, dopo venti giorni di ferie, per continuare il loro lavoro. Durante il tragitto in macchina però i quattro vennero attaccati e l’unico ad essere lasciato libero fu il loro autista. 

Da quel momento in poi cala completamente il silenzio e dei quattro italiani non si sa assolutamente più nulla. In un primo momento si era creduto che a venderli a qualche tribù di ribelli fosse stato lo stesso autista, arrestato pochi mesi dopo. 

In questo frangente anche le famiglie si chiudono nel loro silenzio, fatto di dolore e speranza per i propri cari, ma il 3 marzo arriva il tragico epilogo: Salvatore Failla e Fausto Piano vengono uccisi durante un conflitto a fuoco: ma cosa stava succedendo in realtà? 

Secondo quanto appreso nei giorni scorsi i rapitori stavano cercando di separare i quattro ostaggi anche se ancora non è chiaro il motivo. 

La dinamica dello scontro è ancora tutta da ricostruire, particolarmente utili potrebbero rivelarsi alcuni filmati che sarebbero in possesso delle autorità di Tripoli ma si fa affidamento soprattutto sulle testimonianze dei due sopravvissuti. Comunque sia sembrerebbe che il gruppo sia stato attaccato durante il trasporto dei quattro italiani. Nel momento dell’attacco Salvatore Failla e Fausto Piano sarebbero stati usati come scudi umani. 

Subito dopo la conferma della morte di Salvatore Failla la moglie, Rosalba, ha dichiarato che lo Stato italiano ancora una volta ha fallito non proteggendo il marito e i compagni: “Fino al giorno prima della notizia dell’attentato la Farnesina mi aveva rassicurato: ‘Presto tornerà a casa’. E invece tutto è finito con quelle parole al telefono da Roma: Signora, c’e’ stata una disgrazia…”. 

La rabbia della vedova Failla è tale che l’ha portata a respingere anche le condoglianze del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella“Mi spiace ma per me non ha valore, non mi tocca. Non volevo condoglianze, volevo mio marito vivo”.

Alcuni conoscenti molto vicini alla famiglia Failla ricordano Salvatore come un uomo fondamentalmente buono e gentile con tutti e soprattutto innamorato della moglie e delle due figlie di 22 e 14 anni: “Negli ultimi anni viaggiava spesso, era molto contento del nuovo lavoro e non meritava di morire così”. 

Salvatore Failla, infatti, lavorava con la Bonatti da tre anni come saldatore e aveva accettato il lavoro in Libia probabilmente per una questione economica.  

Adesso la vedova Failla si trova a Roma dove non è ancora arrivato, come detto, il feretro del marito. L’avvocato Grimaldi che difende la famiglia siciliana ha dichiarato: “Adesso potremmo realmente conoscere le cause della morte del signor Failla e se un’autopsia è stata fatta o meno in Libia. Dopo i dovuti protocolli sarà concesso ai familiari di dare l’ultimo saluto al proprio caro. Purtroppo la signora Failla al momento continua a rimanere ferma nella sua decisione di non avere contatti con il mondo politico italiano“.

Intanto, si apprende che l’autopsia non è stata eseguita in Libia, per volere anche del governo italiano, ma sarà eseguita in Italia.

Francesca Guglielmino



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