Polizia

“Questo non è amore” per la festa della donna

mimosa
6 mar 2017 - 17:00

TRAPANI - Nel giorno della ricorrenza della festa delle donne, torna la campagna della polizia di stato contro la violenza sul gentil sesso dallo slogan “Questo non è amore” che prevede in tutte le province italiane, mercoledì 8 merzo, smart, gazebo ed altri momenti d’incontro volti a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere.

Un’idea, quella del progetto Camper, contro la violenza sulle donne che, promossa a luglio del 2016, in circa sei mesi e in 22 province italiane, ha consentito di contattare oltre 18.600 persone, in prevalenza donne, divulgando informazioni sugli strumenti di tutela e di intervento su situazioni di violenza e stalking.

Analogamente a quanto già avvenuto nel giorno di San Valentino, anche in questa occasione, sarà presente, per tutta la mattinata, nella centralissima piazza Vittorio Veneto, un presidio mobile, che accoglierà tutti coloro i quali vorranno acquisire informazioni sul tema della violenza di genere. La cittadinanza avrà, in particolare, la possibilità di confrontarsi con un’equipe di operatori specializzati, composta in prevalenza da donne, e formata da personale della polizia specializzato, da psicologi e da rappresentanti dei centri anti violenza.

La flessione negli ultimi due anni dei delitti tipici (dai femminicidi, alle violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori) non arresta l’impegno di prevenzione. Il numero assoluto delle vittime continua, infatti, ad essere inaccettabile: ogni tre giorni e mezzo si verifica, in media, l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse e 9 di violenze sessuali.

Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari ed al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.

In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio dell’anno del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le questure d’Italia. Si tratta di una procedura che consente agli equipaggi di polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di conoscere, sin dai primi momenti, se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare.

Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.

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Redazione NewSicilia



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