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Il nobile sangue dei catanesi: in fila all’aeroporto per i terremotati

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25 ago 2016 - 18:47

CATANIA – In fila. Col cuore gonfio e le vene esposte. Passavi da lì e rimanevi a bocca aperta. Uomini, donne, giovani, anziani. Tutti in fila per donare il sangue dove si parte, dove si atterra, dove nella maggior parte dei casi è un piacere essere in quel luogo, soprattutto nel periodo estivo, nei periodi vacanzieri. Catania risponde così all’appello dell’Avis, che con la collaborazione della Sac, la società che gestisce l’aeroporto etneo, ha organizzato in tempo record una postazione per accogliere coloro che volessero donare il sangue per le vittime colpite dal sisma che ha devastato il Centro Italia.

Un’autoemoteca è stata posteggiata nella zona antistante uno degli ingressi che conducono agli arrivi. Dalla 8 del mattino si è raggruppata una folla di cittadini catanesi che hanno reso senza sosta l’impegno dei volontari dell’Avis.

“Non credevamo ai nostri occhi”, racconta Carlo Sciacchitano, presidente dell’Avis di Catania.

Carlo Sciacchitano

“Siamo consapevoli della forza di noi catanesi, soprattutto quando c’è da offrire il proprio contributo a chi è in difficoltà, ma quanto avvenuto stamattina all’aeroporto è andato al di là di ogni più rosea previsione. Per questo ho voluto ringraziare anche pubblicamente attraverso il mio profilo facebook. Ancora: Grazie”.

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L’autoemoteca è stata presa d’assalto da un esercito di turisti in arrivo felici di non avere ancora fatto colazione: “Quando ho visto l’emoteca non ci ho pensato un attimo - ci dice Anna, 23enne triestina giunta in Sicilia per piacere e studio - quanto avvenuto mi ha sconvolto e sono stata felice di potere offrire il mio contributo”; da turisti in partenza rammaricati per non potere donare in quel momento: “Ho l’aereo in partenza, vado di fretta - spiega Antonio, 35 anni, avvocato diretto a Roma - ma ho chiesto dove potrò donare quando rientrerò lunedì. Avrei voluto farlo subito. Mi rifarò”.

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Anche persone giunte in aeroporto per accompagnare o prelevare parenti e amici sono state attratte dal punto di raccolta organizzato dall’Avis. E sono stati numerosissimi i dipendenti della Sac, dell’Alitalia e del personale che lavora all’interno dello scalo anche negli esercizi commerciali, nei punti di ristoro, che si sono precipitati a donare il sangue. Ma quel che più ha colpito è stato il foltissimo gruppo di cittadini giunti proprio per partecipare all’iniziativa, esclusivamente per quello, e non perché già erano diretti all’aeroporto o si trovavano nei paraggi. C’è chi, come Enzo, 63 anni, era da anni che non frequentava lo scalo etneo: “Non viaggio da tempo - racconta - sono qui perché sono sconvolto dalla tragedia che ha colpito nostri connazionali e volevo fare qualcosa per aiutarli”.

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L’iniziativa, nonostante le difficoltà organizzative dovute alla reperibilità di un’emoteca e del personale necessario in un agosto che complica le emergenze, considerato il successo probabilmente sarà ripetuta nei prossimi giorni. Intanto il sangue, dopo i controlli effettuati nell’ospedale Cannizzaro, sarà inviato dove sarà più necessario.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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