Muos

Niscemi contro tutti. Ma chi sta con Niscemi?

antenne-muos-e1425644413795-320x240
10 mar 2016 - 11:55

CALTANISSETTA - Niscemi contro tutti. Contro il governo statunitense, contro quello regionale siciliano, contro quello italiano.

Ma chi sta con Niscemi?

A chi interessa della vita delle vecchie e delle nuove generazioni, dell’impatto ambientale di una riserva naturale orientata, del bestiame, delle coltivazioni, della qualità dell’aria?

Di fronte allo “scempio” del Muos, le risposte possibili sono soltanto due. “Non interessa proprio a nessuno” oppure “ci interessa ma non siamo padroni in casa nostra”.

Con Niscemi c’è Turi Vaccaro, portato via in manette perché troppo stanco di stare a guardare, ci sono le mamme che ogni giorno accompagnano i loro figli a scuola, ci sono le associazioni, i comitati, ci sono i lavoratori, gli studenti, anziani e giovanissimi, gli ambientalisti…

e lo Stato dov’è? e il Governatore?

Intanto a Niscemi le antenne sono accese, alla massima potenza.

Il Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione, infatti, ha dato l’”ok” per le operazioni di monitoraggio dell’impatto elettromagnetico delle installazioni statunitensi nel territorio di Niscemi.

Per tre giorni, alla massima potenza e senza che nessuno avvertisse la necessità di avvisare la comunità.

E questa volta con Niscemi non ci sarà neanche Turi.

Chi sta con Niscemi?

“Si ha la percezione di essere soli – denuncia Alfredo Vinciguerra, esponente della rete No Muos - Tante volte abbiamo assistito a manifestazioni delle istituzioni locali che si dichiarano vicine alla causa niscemese, ma ad oggi ci troviamo ancora a parlare di Muos, della sua pericolosità, dei rischi per la salute e per l’ambiente. Si sacrificano valori di altissimo rilievo sociale e costituzionale – prosegue Vinciguerra – per rispondere a logiche internazionali che, evidentemente, hanno un peso maggiore. Si pensi – conclude l’esponente della rete No Muos - che la popolazione non era neppure stata informata dei rilievi che sarebbero stati effettuati”.

Se non si previene prima di curare, si potrà soltanto correre ai ripari. Ma sarebbe già troppo tardi.

Marco Bua



© RIPRODUZIONE RISERVATA