Occupazione

Lavoro nero e caporalato: la Cgil continua la sua battaglia

Camusso Rota CGIL 21-03-2015
31 mar 2015 - 13:44

CATANIA - Si torna a parlare di lavoro e della crisi a Catania e in Sicilia. Questo il tema dell’incontro allo Sheraton di Aci Castello, dove i rappresentanti della Cgil hanno analizzato la situazione lavorativa osservando lo stato di povertà e del lavoro in nero, ma anche le possibili soluzioni, a cominciare dalla valorizzazione di alcuni prodotti di eccellenza della nostra isola. 

A farsi portavoce è il segretario generale della Camera del lavoro Giacomo Rota, che sottolinea come la situazione catanese sia drammatica e che ci sia stata una grave perdita di massa salariale, facendo appello alle istituzioni ed esortandole a fare qualcosa per rilanciare il mezzogiorno.

All’inizio della conferenza è stata presa visione del cortometraggio “Terranera”, che documenta le condizioni precarie di lavoro e l’esistenza di caporalati nel mondo agricolo. Al termine della proiezione, un boato di applausi e, poi, le parole di Rota: “Questo doc-film è stato molto importante per noi, perché ha acceso i riflettori su questo mondo e su questa bruttissima situazione del lavoro agricolo. Non a caso, secondo me, qualcosa si sta muovendo e lo dimostra l’operazione dei carabinieri che ha portato all’arresto di 9 caporali per sfruttamento di rumeni. In ogni caso, questa non è una battaglia solo della FLAI, ma di tutta la Cgil; non solo di Catania, ma dell’intero paese”.

Importante per la crescita economica, sottolinea il segretario generale della camera del lavoro, è valorizzare i prodotti di eccellenza del territorio, come i pistacchi o le arance rosse. Quello che viene dalla nostra terra, spesso, è venduto a prezzi bassissimi. Questo favorisce la filiera del lavoro nero e la crisi del settore. Secondo alcuni dati, sono stati persi circa 100 milioni di euro di massa salariale, oltre a una drastica diminuzione di impiegati e aziende. Anche il settore edile, ad esempio, ha risentito della crisi in modo devastante, colpa anche delle istituzioni. Se, infatti, si applicassero le leggi e si provvedesse alla messa in sicurezza in caso di terremoti o al recupero dei patrimoni artistici, il campo dell’edilizia tornerebbe a crescere.

Presente al convegno il segretario nazionale Cgil Susanna Camusso, che sottolinea come tutte le riforme sul lavoro sono mirate a l’occupazione. Non è vero, quindi, che gli ultimi decreti legge si siano concentrate esclusivamente sulle modalità di licenziamento.

Per fa sì che tutto funzioni, afferma la Camusso, è importante far rispettare le regole: non serve a nulla fare le leggi se non si fa nulla per metterle in pratica e tutelare chi lavora: “Bisogna difendere il lavoro smettendola di dire «va bene così, basta che ci sia». Mettendo in chiaro che i lavoratori hanno dei diritti. Il tema della legalità è fondamentale, per questo bisogna combattere il lavoro in nero e il caporalato. Si assiste a delle vere e proprie forme di estorsione. Insieme alla CGIL Sicilia continueremo a lavorare per mantenere le promesse fatte al momento della candidatura. Il lavoro e la costruzione di lavoro devono diventare la centralità di un programma di governo”.

Migliorare il sistema è un percorso difficile in un territorio come la Sicilia, ma non impossibile.

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Andrea Lo Giudice



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