Lavoro

Neppure le feste bloccano le proteste. In strada a Catania centinaia di operai

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29 dic 2014 - 12:13

CATANIA - Giornata “calda” davanti a Palazzo Minoriti, sede della prefettura. A scendere ancora una volta in protesta gli operai delle acciaierie di Sicilia, circa 400 compreso l’indotto. Lo stabilimento rischia la chiusura, hanno denunciato stamattina i sindacalisti di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, se le istituzioni non intervengono al più presto sia sul costo energia elettrica, più alto del 30% rispetto ad altre regioni del Nord Italia in cui operano le aziende siderurgiche,  sia sul mercato del rottameche  in Sicilia è in piena deregulation poichè ignora le direttive europee.

Attualmente, secondo quanto detto dai sindacati, in fabbrica la produzione e stata ridotta del 50%. Dei 220 lavoratori delle acciaierie circa 170 lavorano 4 giorni su 7, organizzati in tre turni. Gli altri sono a casa in cassa integrazione a zero ore. Una ventina quelli che starebbero optando per la mobilità volontaria. Una situazione di crisi che oggi è stata al centro di un tavolo prefettizio tra sindacato, azienda e Istituzioni. Presenti gli assessori regionali al lavoro Bruno Caruso e alle Attività produttive Linda Vancheri. Esito dell’incontro, un protocollo da sottoporre agli uffici della Regione il mese prossimo sulle norme di rottamazione delle materie siderurgiche in Sicilia e un pacchetto di regole sulla quale l’Avvocatura regionale è già a lavoro. C’è una scadenza da rispettare, e cioè entro il 15 gennaio ritrovarsi ancora per la verifica dello status quo dei lavori.

E stamattina a far sentire la propria voce sotto la prefettura con striscioni e megafono i quindici ex dipendenti della Bingo Family di Misterbianco.

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I lavoratori, passati alle dipendenze di “Eliodoro Srl di Umberto Gulisano”, sono stati licenziati dopo 14 anni di servizio perché – così come ci hanno spiegato – non avrebbero superato il periodo di prova.

Nei giorni scorsi i lavoratori esasperati si erano incatenati sotto la sede legale della nuova proprietà  in via Gabriele D’Annunzio. Oggi sono tornati nuovamente a protestare determinati a farsi ascoltare dalle istituzioni.  Uno dei loro striscioni recita così: si gioca a bingo o con il pane dei lavoratori?

Salvo Leonardi, segretario generale Filcams Cgil ha affermato: “Oggi abbiamo chiesto alla Prefettura di convocare un tavolo di concertazione con la nuova azienda per far luce su questi licenziamenti. Siamo stati ascoltati con attenzione e la Prefettura ci ha assicurato che a breve sarà comunicata la data per un incontro”.

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E intanto a  fine anno ecco che arrivano buone notizie per i 90 soci della Coop Cesame. La Regione ha infatti aperto il tavolo tecnico che avvia la negoziazione per l’assegnazione del finanziamento alla cooperativa. Entro il prossimo mese i lavoratori potrebbero ricevere le risorse e avviare finalmente la fase di startup. A comunicarlo in una nota la Cgil e la Filctem Cgil. “Sembra che i passaggi burocratici che permetteranno a questi lavoratori di vedere il loro sogno imprenditoriale realizzarsi stiano per chiudersi – ha dichiarato Giacomo Rota, segretario generale della  Cgil – il momento della svolta,  da quando gli ex operai Cesame hanno deciso di portare in vita la storica azienda nella nuova veste di cooperativa, potrebbe essere questo”.

 

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Mariangela Scandurra



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