Tragedia

Neonata muore in ambulanza: niente posto in tre ospedali di Catania

ambulanza
12 feb 2015 - 17:50

CATANIA - Morire di malasanità: succede a una neonata stroncata da alcune gravi crisi respiratorie e deceduta in ambulanza, senza poter esser soccorsa da alcun nosocomio di Catania per mancanza di posti disponibili.

La piccola, nata a Catania, è stata trasferita a Ragusa ma non ce l’ha fatta a raggiungere il capoluogo ibleo perché è morta prima. La procura ha aperto un’inchiesta per accertare la dinamica dei fatti.

Nei tre ospedali etnei (il Garibaldi, il Santo Bambino e il Cannizzaro) non c’erano disponibilità per la neonata nata la scorsa notte la neonata sarebbe entrata in crisi respiratoria dopo il parto, avvenuto la notte scorsa nella casa di cura Gibiino di Catania senza alcuna complicazione iniziale.

Nella sala erano presenti il ginecologo di fiducia della donna, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo. 

Una prima ricostruzione riferirebbe che la neonata ha avuto una crisi respiratoria dopo il parto e necessitava di un trattamento intensivo neonatale e con un’ambulanza privata. Dopo i no delle strutture etnee, è stata trasferita a Vizzini e poi a Ragusa.

L’assessore alla Salute Lucia Borsellino ha definito la vicenda “vergognosa” e ha aggiunto che vi saranno delle verifiche per capire come siano andate le cose “senza guardare in faccia nessuno”.

“Si tratta di un episodio gravissimo - ha commentato il sindaco di Catania Enzo Bianco - che conferma come sia assolutamente indispensabile un coordinamento non soltanto tra le strutture catanesi, che da tempo abbiamo avviato, ma tra quelle dell’intera città metropolitana”.

“Non possiamo permettere – ha continuato Bianco – che si verifichino simili tragedie. Quando i posti in determinati reparti specialistici si esauriscono, deve immediatamente scattare un piano alternativo che consenta di trasportare il paziente nella struttura più vicina e nel più breve tempo possibile. Non si può giocare con delle vite umane e bene ha fatto l’assessore Borsellino ad avviare immediatamente un’indagine annunciando che non si guarderà in faccia nessuno. Ed è quello che chiedo anch’io”.

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Andrea Sessa



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