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Nelle mani della mafia: sequestrato il ristorante “Pitti” di via Sangiuliano. IL VIDEO

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23 set 2016 - 10:53

CATANIA - Nella mattinata odierna, su delega della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a decreto di sequestro preventivo, emesso il 20 settembre 2016 dal G.I.P. del Tribunale di Catania, della società “San Giuliano s.r.l.” compresi tutti i beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati, dalla stessa società posseduti, con particolare riferimento all’attività di ristorazione “Pitti” sita a Catania in via Antonino di Sangiuliano, 188/194.

Il provvedimento è stato disposto come conseguenza degli esiti ottenuti dall’attività d’indagine, coordinata dalla locale D.D.A. eseguita dalla Squadra Mobile.

Le indagini avevano condotto, il 21 gennaio scorso, nell’ambito dell’operazione “Bulldog”, all’esecuzione di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (famiglia Santapaola-Ercolano), intestazione fittizia di beni e furti.

Tra gli arrestati, con l’accusa di avere fatto parte della citata associazione mafiosa, oltre al noto Roberto Vacante di 53 anni, risulta esserci anche Salvatore Caruso, di 62 anni.

Nello specifico, le indagini hanno evidenziato che la società “San Giuliano s.r.l.”, proprietaria del “Pitti”, ristorante ubicato nel centro cittadino riconducibile a Caruso, era stata fittiziamente attribuita al socio unico Gianluca Silvestro Giordano, di 37 anni, compagno di Melinda Caruso di 32 anni, figlia di Salvatore.

Le stesse indagini hanno evidenziato la distrazione di denaro (per un ammontare di circa 100 mila euro) dalle casse di un’altra attività di ristorazione già di proprietà dello stesso Salvatore Caruso – sottoposta a sequestro nell’ambito dell’operazione “Bulldog” – confluito nel finanziamento dell’operazione “Pitti”.

A Salvatore Caruso, Gianluca Silvestro Giordano e Melinda Caruso, è stato contestato il reato di intestazione fittizia di beni.

A Giuseppe Caruso, figlio di Salvatore, è stata contestata l’appropriazione indebita di circa 85 mila euro distratti da altra attività di ristorazione attualmente sotto sequestro giudiziario.

A Gianluca Silvestro Giordano è stata contestata la truffa ai danni dello Stato per essersi appropriato, con artifizi, di generi alimentari destinati ad altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario. E ancora, insieme a Melinda Caruso, è stata contestata loro l’appropriazione indebita, con l’utilizzo di un “POS” mobile collegato ad un conto corrente intestato alla società gestore del “Pitti”, di parte degli incassi derivanti da altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario.

Inoltre, a Giordano e Caruso con Francesco Salamone, è stata contestata l’appropriazione indebita, con il sistema della mancata fatturazione, di parte degli incassi derivanti da altra attività di ristorazione sottoposta a sequestro giudiziario.

 

Redazione NewSicilia



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