Confcommercio

Nel centro storico di Catania “variante” lacunosa e pericolosa

2015 gennaio variante centro storico
29 gen 2015 - 16:00

CATANIA - Una variante al centro storico lacunosa e pericolosa. Così l’ha definita Confcommercio che assicura i commercianti del centro storico sul fatto che monitorerà ogni fase dell’iter di adozione di una variante che ha ripercussioni dirette sulle attività esistenti.
Giovanni Saguto, presidente di Confcommercio Città di Catania, e Francesco Sorbello, vice direttore provinciale, insieme ai componenti del direttivo Maria Grazia La Malfa ed Agostino Trovato, hanno illustrato in conferenza stampa stamattina le criticità riscontrate nella variante generale del centro storico, presentata lo scorso mese di dicembre dall’assessore all’urbanistica del Comune di Catania Salvo Di Salvo, e proposto interventi migliorativi sempre nell’ottica dell’interesse della Città.

La nuova previsione urbanistica del centro storico – ha spiegato il vice direttore provinciale di Confcommercio Francesco Sorbello ci pare lacunosa poiché non fa scelte mirate o ne fa altre che destano preoccupazione. Non affronta questioni di primaria importanza per la città, prima fra tutte quella dei parcheggi: secondo gli standard urbanistici previsti dalla legge dovrebbero esserci 32.133mq ed invece la superficie esistente è pari a 0 e la questione non trova soluzione. E’ una variante che non fa scelte strategiche e definite nelle aree di rifunzionalizzazione, come negli ospedali S.Marta e Vittorio Emanuele, che ricadendo in un area a vocazione universitaria potrebbero diventare rispettivamente parcheggio a servizio del polo universitario e campus per gli studenti, e non prevedere invece altre destinazioni come funzione residenziale, direzionale, commerciale e ricettiva. Tutto il capitolo del commercio è da rimodulare: non disciplina in modo compiuto la monetizzazione dei parcheggi pertinenziali, appesantisce di burocrazia l’apertura di nuove attività costrette a chiedere un nulla osta alla soprintendenza, inibisce l’apertura di grandi strutture di vendita che, invece, hanno una funzione fondamentale, cioè il recupero urbanistico del centro storico e di fungere da locomotiva commerciale in contrapposizione ai centri commerciali posti in periferia e nell’hinterland della città. Inoltre è pericolosissima la parte relativa alle aree da pedonalizzare: si passa da 20 a 70 mila mq. di strade e piazze da pedonalizzare senza che ci sia uno studio preliminare sugli effetti in materia di flussi veicolari e per le attività direzionali e commerciali del centro. Anzi da una analisi fatta possiamo già affermare che alcuni siti da pedonalizzare sono improponibili. Insomma così facendo si spinge la gente sempre più verso i centri commerciali e si depotenzia la Città”.

I rapporti tra Confcommercio e Amministrazione hanno avuto mesi di alta tensione e, pertanto, tutti si chiedono se le parti in causa riusciranno a discutere nel merito di un regolamento impegnativo.

Il nostro contributo – precisa Saguto è imperniato sulla concretezza, nell’interesse della Città e dei suoi contenuti. Tra essi il commercio, che è una parte fondamentale di ogni città. All’amministrazione porgiamo la nostra disponibilità a migliorare la proposta di variante ed in particolare a rivedere, insieme ai tecnici comunali ed a titolo gratuito, tutto il capitolo dedicato al commercio. Ogni giorno è vita nuova ed una nuova esperienza. Confcommercio c’è ed attende che la componente politica della Città la convochi. Più chiari di così!”.

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Redazione NewSicilia



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