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Negli ospedali di Catania e Palermo non ci sono medicine, esposto Codacons

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5 giu 2017 - 18:49

CATANIA - Il Codacons, tramite l’avv. Giuseppina Chiara Reale, ha  presentato esposto alle Procure della Repubblica di Catania e Palermo per la carenza di medicinali negli ospedali siciliani, chiedendo di indagare per il reato art. 340 codice penale – interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.

L’esposto ha preso il via dalla denuncia apparsa sul quotidiano “La Sicilia” di giorno 1 giugno 2017 da parte dall’ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale sulla mancata fornitura di medicinali nelle farmacie dell’intera rete ospedaliera siciliana per il ritardo nell’indizione delle gare d’appalto aggiudicative delle forniture stesse. Il bando con il relativo prontuario, si legge sempre nell’articolo, è fermo da oltre due mesi negli uffici dell’assessorato regionale alla Salute, e il servizio è entrato in una fase, definita dai sanitari, “di sofferenza gestionale”. A parere del Codacons, la carenza di farmaci negli ospedali arreca un pericolo per la salute degli utenti affetti anche da gravi patologie e destinati a sottoporsi ad interventi molto delicati e rischiosi.

Come emerso dalla denuncia dell’ospedale di Acireale, nei nosocomi mancherebbe anche l’Omeprazolo e risultano anche esaurite le scorte degli antibiotici Ampicillina e Piperacillina, farmaci ritenuti di grande aiuto nel contrasto alle infezioni batteriche particolarmente aggressive per la salute umana. L’elenco completo dei farmaci di cui il sistema sanitario è allo stato carente è consultabile sul sito internet dell’Aifa, agenzia italiana del farmaco.

Il dato di fatto è che sono gli stessi medici in servizio nelle grandi aziende ospedaliere catanesi a manifestare preoccupazione a causa della carenza dei farmaci che mettono in dubbio la corretta applicazione dei protocolli sanitari. Nell’attesa che il bando venga portato ad esecuzione e le gare vengano indette, dunque, la situazione è indubbiamente esposta a peggioramenti stante che si registrano ritardi nella prestazione dei servizi sanitari anche per la necessità di recuperare i medicinali per i casi più urgenti. Anche Palermo, come si legge nello stesso giornale “La Sicilia”, avrebbe difficoltà dello stesso genere relativamente alla carenza dei farmaci e si legge, ancora, che solo per l’approvvigionamento di farmaci per tutte le aziende sanitarie e ospedaliere dell’Isola, è stato portato a termine un appalto per la durata di 4 anni pari a 4,3 miliardi, più o meno tanto quanto l’intera programmazione europea 2014 – 2020; una gara divisa in 2.530 lotti, tanti quanti sono i tipi di farmaci richiesti. 

Per il Codacons, quindi, oltre ad una grave violazione di un diritto costituzionalmente garantito qual è quello della salute ex art. 32 Cost., si potrebbe ipotizzare una vera e propria interruzione di pubblico servizio.

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Redazione NewSicilia



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