Agricoltura

Nasce “Social farming”, progetto di aggregazione social per gli agrumi

presentazione Social Farming
19 mag 2016 - 17:17

PALERMO - Formazione e coesione sociale, sostenibilità ambientale e innovazione per sostenere il comparto agrumicolo siciliano. È questa l’anima del progetto “Social Farming, agricoltura sociale per la filiera agrumicola Sicilia”, presentato oggi a Palermo e promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia, dell’Alta Scuola ARCES con il contributo di The Coca-Cola Foundation.

Il progetto prenderà il via il 26 maggio con una serie di seminari e workshop in diverse località della Sicilia. Sono previsti quattro percorsi formativi di agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana rivolti a giovani, donne, soggetti svantaggiati e immigrati al fine di creare professionalità specializzate nella gestione di imprese agricole multifunzionali (anche con riguardo all’accoglienza turistica e al turismo rurale), nella trasformazione dei prodotti agrumicoli a livello industriale o artigianale, nella manutenzione degli agrumeti sino alla creazione di cooperative che possano avviare queste attività in proprio o offrire servizi alla filiera.

Il progetto “Social Farming” consiste in 240 ore di formazione destinata a circa 200 soggetti, per due edizioni di ogni percorso formativo, offrirà anche una piattaforma informatica per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro che permetterà agli imprenditori del settore di avvalersi delle professionalità formate.

L’iscrizione ai corsi, gratuita, permetterà di apprendere a 360° la gestione di un nuovo modello di business sostenibile e innovativo nel comparto agrumicolo siciliano, che ancora oggi rappresenta il 51% della produzione italiana del settore.

“Il progetto ‘Social Farming’ è un’iniziativa di ‘agricoltura sociale’ e nasce dall’idea di unire le esigenze di personale specializzato del comparto agrumicolo a quelle della coesione sociale – ha spiegato Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia -. Un’iniziativa che rientra a pieno titolo nelle finalità istituzionali del Distretto e che punta a rafforzare e consolidare il comparto creando impresa e manodopera specializzata coinvolgendo fasce sociali deboli, ma molto dinamiche: donne, giovani e soggetti svantaggiati, compresi i migranti. Soggetti che solo con una adeguata formazione possono avere un’opportunità: trovare occupazione, diventare piccoli imprenditori nei servizi connessi e nella filiera ed essere un elemento di stimolo alla crescita dell’intero comparto”.

I dati statistici dicono che donne e giovani sono i protagonisti della trasformazione che oggi coniuga agricoltura e società: sono stati quasi 17 mila gli under 30 che hanno avviato un’impresa agricola in Italia, con il contributo del 18,3% di giovanissimi nella creazione di start-up nell’agroalimentare e del 14,9% in agricoltura. E sono le donne a incarnare, più degli uomini, il modello di impresa agricola multifunzionale (fattorie didattiche, agriturismi, attività ricreative e sociali) e di prima trasformazione dei prodotti agricoli.

Questi i quattro percorsi formativi previsti dal progetto “Social Farming”:

  • A) “Multifunzionalità dell’impresa agricola (agriturismi, turismi rurali, diversificazione dell’attività) con approccio di turismo relazionale integrato”: attività formative che verteranno su agricoltura e turismo, sino alla gastronomia (tradizioni culinarie siciliane legate agli agrumi).
  • B) “Conservazione e trasformazione degli agrumi e dei loro derivati”: formazione di manodopera specializzata per la lavorazione degli agrumi nei magazzini di confezionamento e per i laboratori artigianali di trasformazione degli agrumi stessi (marmellate e succhi freschi, ma anche oli essenziali e distillati per l’industria cosmetica).
  • C) “Tecniche di coltivazione di un agrumeto”: formazione di manodopera specializzata nella cura degli agrumeti, percorso formativo indirizzato in particolare ai giovani immigrati, approfondendo “sul campo” tecniche di potatura, irrigazione, concimazione e raccolta con l’obiettivo della qualità e della sostenibilità ambientale.
  • D) “La cooperazione nella filiera agrumicola”: accompagnamento alla costituzione di cooperative formate dai soggetti interessati dalla formazione, per la gestione di imprese agricole multifunzionali, per la gestione di attività di trasformazione degli agrumi per il mercato agroalimentare e per quello della medicina naturale e della cosmesi, per la fornitura di servizi di raccolta, potatura, concimazione e manutenzione degli agrumeti.

Redazione NewSicilia



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