Pesca

Nasce progetto che ridà orgoglio ai luoghi marinari della Sicilia

Mazara del Vallo
Piazza della Repubblica - Mazara del Vallo
7 ott 2016 - 18:15

MAZARA - Inizia il secondo stepi del progetto per la creazione del Registro Identitario della Pesca del Mediterraneo e dei Borghi Marinari. Nasce così un protocollo di Intesa con il Centro di studi filologici e linguistici siciliani, presentato ieri a Mazara nell’ambito di Blue Sea Land.

L’obiettivo è quello di creare un tavolo comune di programmazione delle attività inerenti al progetto attraverso la condivisione di informazioni, database e strumenti operativi e, al contempo, attivare azioni congiunte.

Presenti alla firma del protocollo l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Mediterranea Antonello Cracolici, il dirigente generale del Dipartimento regionale pesca Dario Cartabellotta e Giovanni Ruffino, professore emerito dell’Università di Palermo e presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani.

Lo scopo è quello di identificare, documentare e classificare i saperi e le conoscenze del patrimonio culturale della gente di mare per una loro adeguata salvaguardia dal rischio di estinzione finalizzato ad una corretta valorizzazione e promozione e messa a reddito della filiera ittica di matrice Mediterranea mediante storytelling, per raccontare i luoghi, le culture, il linguaggio ed i metodi di pesca e di conservazione, adoperati dai pescatori da millenni nel bacino Mediterraneo.

L’attrattività non è data soltanto dalla bellezza ma dalla narrazione che si costruisce per metterla a fuoco – afferma l’assessore regionale Antonello Cracolici -. Dobbiamo recuperare l’orgoglio della narrazione della nostra storia. Ci sono culture e tradizioni che non possono essere cancellate dalla miopia della modernità: la modernità senza memoria non ha senso. Questo registro è la fotografia è una civiltà”.

Secondo Dario Cartabellotta “il protocollo punta a preservare il valore storico e culturale dell’indotto della pesca in Sicilia. Un tesoro da custodire e proteggere per valorizzare l’attività del pescatore, ora che finalmente l’Unione Europea ha messo fine alla triste storia della rottamazione delle barche e dei pescatori”. 

Dalla collaborazione con Università, Fondazioni, Istituzioni scientifiche e Associazioni ambientaliste abbiamo l’ambizione di costruire un marchio che da un valore culturale porti ad un valore economico scommettendo sul legame della Sicilia con il mare, che ha alle spalle 3mila anni di storia – conclude Domenico Targia coordinatore dei lavori per la redazione del Registro -. Questo documento vuole fornire uno strumento di conoscenza e di salvaguardia della nostra identità marina nella grande ottica europea”.

Redazione NewSicilia



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