Fronte del no

Muos: le battaglie della rete antirazzista etnea e di Corrao (M5S)

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3 apr 2015 - 12:36

CATANIA – La Sicilia diventa sempre più terra di mezzo. La Trinacria, come in passato, dimostra di essere un’ottima soluzione strategica per la sua posizione geografica e la conferma viene anche dalla costruzione del satellite del MUOS a Niscemi.

A battersi contro la costruzione del sistema satellitare militare, oltre tanti partiti politici e associazioni, è la rete antirazzista Catania.

A parlare è il portavoce Alfonso Distefano: “Non capiamo perché dobbiamo trovarci in una situazione del genere. È stata riconosciuta l’illegalità della cosa. Domani quindi andremo a Niscemi per batterci”.

Le battaglie della rete antirazzista non si fermano solo al Muos però. Un altro terreno di lotta è quello dell’immigrazione: il flusso di gente che arriva dall’Africa e dalla Libia è imponente e difficile da controllare. Anche per questo si richiede la chiusura del Cara di Mineo, che sta accogliendo più persone di quanto potrebbe e, in un certo senso, contribuisce al lavoro in nero.

Non a caso, qualche giorno fa, è stato effettuato l’arresto di 9 caporali. Ma la lotta è contro l’intero sistema e gli interessi che esso nasconde.

“La nostra battaglia – spiega Distefano – è contro i meccanismi che ci sono. Le paghe in nero sono molto più basse e non tutelano chi, invece, fatica e ha il permesso di soggiorno. Noi vogliamo che chi segue le regole e la legge venga tutelato anche con il versamento dei contributi che gli spettano“.

Intanto per domani alle 14 è fissato il primo appuntamento nel presidio in contrada Ulmo per la prima lotta contro il Muos. Un tema che, attraverso l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao è approdato in parlamento.

 “La presenza del Muos in Sicilia – ha detto Corrao nel suo intervento in aula a Bruxelles – è l’esempio di come la volontà dei cittadini e lo stato di diritto, scompaiano quando si trovano a confrontarsi contro l’arroganza imperialista del colonizzatore americano. Il Muos serve solo ed esclusivamente alla guerra americana, nessuno lo vuole, ne in Sicilia ne in Italia, nuoce alla salute ed all’ambiente. A dirlo è un tribunale italiano, nonostante il Governo continui a ritenere che i cittadini che hanno fatto ricorso, non hanno titolo a farlo. Il Muos è inoltre un obiettivo militare sensibile straniero in territorio italiano. Se l’Europa fosse una vera comunità, si schiererebbe al fianco di quei cittadini che lottano per la salute e per l’ambiente e li difenderebbe contro questa istallazione militare straniera in territorio nostro”.

Intanto mercoledì 22 Aprile 2015, per la prima volta i principali protagonisti della lotta alla istallazione Muos avranno porte aperte in Parlamento Europeo, invitati dall’eurodeputato Ignazio Corrao che ha organizzato un evento di profilo internazionale, cui prenderanno parte tra gli altri anche il presidente della regione siciliana Rosario Crocetta, il presidente della Commissione Ambiente all’Ars Giampiero Trizzino ed ancora studiosi giornalisti e rappresentanti dei vari comitati No Muos. Invitato all’evento anche l’ambasciatore americano.

 Andrea Lo Giudice – Andrea Sessa

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Redazione NewSicilia



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