Malaffare

Muore il boss e lui gli fa da prestanome: sequestrati 1,8 milioni a camionista

Ispezioni controlli Dia
3 nov 2016 - 08:26

PALERMO – La Direzione investigativa antimafia di Trapani ha confiscato parte del patrimonio immobiliare e societario riconducibile a Carmelo Gagliano, 50 anni, di Marsala, autotrasportatore, per un valore che supera 1,8 milioni. L’attività è stata condotta dalla Dia trapanese con il coordinamento del procuratore aggiunto della Dda di Palermo, Bernardo Petralia.

A Gagliano è stata anche applicata la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di dimora per la durata di tre anni.

Nessuna condanna per mafia, il suo inserimento negli ambienti malavitosi è legato al ruolo di amministratore (quale prestanome) nella società cooperativa di trasporti Afm autofrigo Marsala, riconducibile all’esponente mafioso di Marsala Ignazio Miceli, il cui patrimonio, post mortem, è stato confiscato dal tribunale di Trapani, sempre su proposta del direttore della Dia Nunzio Antonio Ferla. L’Afm è stata al centro di un’inchiesta della Dda partenopea sulle infiltrazioni mafiose nel circuito della grande distribuzione ortofrutticola dell’Agro Pontino, che ha portato alla luce, nel mercato di Fondi (Latina), uno dei principali in Italia, una spartizione degli affari, da parte delle organizzazioni malavitose, e di una monopolizzazione del clan dei casalesi (l’ala di Francesco Schiavone) per quanto riguarda i trasporti su gomma.

Il camorrista aveva stretto un’alleanza con emissari di Cosa nostra facenti capo a Gaetano Riina, fratello di Toto’, da anni residente nel Trapanese. Beneficiario principale dell’accordo sarebbe stato l’impresa ‘A.f.m.’ gestita da Miceli e Gagliano. Confiscati terreni, fabbricati, il capitale sociale e il compendio aziendale della società Lgf trasporti srl.

Redazione NewSicilia



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