Indagini

Morte Valentina, ispettori del Ministero escludono obiezione

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24 ott 2016 - 19:07

CATANIA - Si aggiunge un altra pagina all’indice del caso riguardante Valentina Milluzzo, donna 32 enne morta dopo 5 mesi di gravidanza insieme con i suoi gemellini che portava in grembo all’ospedale Cannizzaro di Catania.

Oggi, infatti, è arrivata la risposta da parte degli ispettori inviati direttamente dal ministero della Salute: “Non si evidenziano elementi correlabili all’obiezione di coscienza”, questa la frase che salta all’occhio nella relazione preliminare. Inoltre, si parla anche di cure adeguate e non di mancato soccorso evidenziando che “l’aborto spontaneo è inarrestabile ed è stato trattato nella maniera corretta in regime d’emergenza”.

Il primo figlio nato, purtroppo, già morto, il secondo invece a seguito di alcune complicanze, così come la madre. Si è chiesto immediatamente il sequestro della cartella clinica e l’identificazione dei medici che hanno seguito il ricovero e le prime indagini sono state avviate. 

Tante le ipotesi, nessuna verità. I medici hanno affermato fortemente che “il decesso di Valentina è stato dovuto ad uno choc settico e non ad altre ragioni come si dice”, ma questo è un caso che ha scosso l’Italia e tutte le televisioni nazionali e pare logico che sia stata smentita la tesi che sosteneva che la donna sarebbe deceduta a causa del mancato soccorso da parte del medico di turno, obiettore di coscienza. Tesi appoggiata, come detto poc’anzi, proprio dagli ispettori.

Adesso cosa succederà? Si saprà la verità una volta per tutte?

Gabriele Paratore



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