Giallo

La morte di Querulo, le dichiarazioni del figlio e la corsa clandestina. Indaga la polizia

Nico Querulo
17 mag 2016 - 10:57

CATANIA - Non convince la tesi di Mario Querulo, il ragazzo di 19 anni che domenica è stato investito mentre era col padre in scooter. Dunque il caso non è stato ancora archiviato. Tutt’altro. La polizia di Stato sta indagando sulla morte di Giovanni Querulo, 53 anni. 

Padre e figlio si trovavano a Vaccarizzo, lungo la strada statale 104 quando è avvenuto l’incidente. Poco prima delle sei del mattino. Secondo una prima ricostruzione sarebbero stati investiti da un pirata della strada e negli istanti subito successivi alla tragedia, è stato proprio Mario a dichiarare ai vigili urbani che l’incidente si era verificato a San Francesco La Rena, sviando così i i rilievi della polizia municipale.

Perché? Cosa nascondeva? Ecco, a quanto pare proprio a quell’ora Giovanni e Mario stavano rientrando in scooter da una corsa clandestina di cavalli.

Subito si è capito che qualcosa non stesse tornando, tanto che le indagini sono passate in mano alla Squadra Mobile di Catania, coordinata dal dirigente Antonio Salvago che ha tenuto a sottolineare: “Che si sia trattato di un incidente stradale è fuor di dubbio. È vero che stavano tornando da una corsa clandestina ma al momento non riteniamo ci sia alcun collegamento”. 

Nonostante tutto rimane un non so che di mistero intorno a questa morte. Le indagini, però, allo stato, puntano ad individuare il pirata della strada che li avrebbe investiti, scappando.

La famiglia Querulo ha un passato che non si dimentica. Giovanni, infatti, era il padre di Nico. Il bambino, che a cinque anni, il 7 aprile del 1998, rimase cieco vicino ad una stalla in un agguato di mafia, durante il quale venne assassinato Angelo Castorina e venne ferito Orazio Signorelli.

Nico Querulo, si è trovato sulla scena del crimine per una pura casualità che gli segnò la vita e neanche dopo il delicato intervento subito in Austria, è riuscito a recuperare la vista.

E proprio per quell’agguato di mafia vennero processati e condannati gli assassini.

Giorgia Mosca



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