Racconto

Morte Pamela, l’amica: “L’assassino le ha spaccato il cranio lasciandola agonizzante”

pamela-canzonieri
21 nov 2016 - 13:25

RAGUSA - Pamela Canzonieri, la 39enne ragusana morta a Morro de Sao Paolo in Brasile, sarebbe stata uccisa.

È questa la pista che sta prendendo sempre più piede col passare delle ore. A confermare l’ipotesi anche una e-mail inviata da un’amica italiana della donna uccisa, anche lei residente in Brasile, a Remo Croci, giornalista di “Quarto grado“, pubblicata integralmente sul suo profilo Facebook. 

All’interno del testo, l’amica ha fornito dettagli inediti sulla morte di Pamela: “Uno/a assassino/a aggressivo/a l’ha uccisa brutalmente nella sua dimora. Le ha spaccato il cranio lasciandola agonizzante ed ancora viva su un materasso di spugna tra mezzanotte e l’una, a cavallo tra il 17 ed il 18 novembre. Il crimine è avvenuto in una via poco più larga di due metri e lunga 20 metri, dove le case sono ammassate l’una sopra l’altra, senza alcun senso logico e senza un vero muro di separazione (come lo intendiamo noi italiani) dove i rumori echeggiano da parte a parte come un eco rimbombante. Le grida di soccorso sono state udite da tutti i vicini, ma nessuno di loro ha fatto nulla, ed anzi si sono chiaramente accorti quando l’assassino/a è uscito da casa di Pamela richiudendo la porta, e ne riferiscono con certezza l’orario“.

A spingere l’amica di Pamela a scrivere l’email è stato il desiderio di ridare dignità all’immagine della donna ragusana, vittima anche di un linciaggio mediatico legato alla presunta presenza nell’appartamento dove si è consumato il delitto di sostante stupefacenti: “Era una gran lavoratrice con un carattere di ferro, capace di adattarsi ad ogni ambiente e di vivere con un piede in Brasile ed uno in Italia, cosa che la maggioranza delle persone non sarebbe capace di sognare. In casa di Pamela non è stata rinvenuta alcuna sostanza stupefacente“.

Come sottolinea l’amica con rabbia e rammarico, “la verità è che è stata uccisa due volte qui a Morro de Sao Paulo: dalle mani del colpevole la prima volta, e dall’indifferenza di tutti i vicini che hanno ascoltato e non hanno fatto nulla, la seconda. E ora i giornalisti non hanno il diritto di ucciderla per la terza volta diffamandola con accuse infamanti come gli abusi di droga e le possibili cause di overdose. Pamela non lo merita perché era una donna solare, dinamica, con tanta voglia di fare, ricca di amici di ogni etnia“.

Aurora Circià



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