Mafia

Morte Dalla Chiesa, a 34 anni dall’omicidio Palermo lo ricorda ancora

dalla chiesa
3 set 2016 - 10:41

PALERMO - Sono trascorsi 34 anni dall’omicidio del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia a Palermo assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Ecco, quindi, le iniziative per ricordare il generale dell’arma che rimase nel capoluogo siciliano solo 100 giorni.

A partire dalle prime ore della mattina, tra Porta Nuova e i Quattro Canti, si svolgerà la “Festa dell’Onestà”, iniziativa promossa dall’associazione Cassaro Alto, con il contributo di Confcommercio Palermo e il patrocinio della Città metropolitana e del comune che co-organizza l’iniziativa con circa 50 eventi in programma tra presentazioni di libri, concerti, laboratori per bambini e incontri per ricordare il sacrificio di via Isidoro Carini.

Proprio in via Carini, dove fu ucciso Dalla Chiesa, alle 9,30, si svolgerà la cerimonia di commemorazione con la deposizione di una corona di fiori, alla presenza del presidente del Senato Piero Grasso. Al termine si svolgerà la Santa Messa nella chiesa di San Giacomo dei Militari all’interno della caserma dedicata a Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Infine, alle 12.45 in Cattedrale si svolgerà la cerimonia di svelatura di una lapide dedicata al prefetto. Alle 16.45 in Corso Vittorio Emanuele sarà deposto un mazzo di fiori presso il cippo da parte di un gruppo di bambini.

Alle 17 nel sagrato della Cattedrale l’esibizione della fanfara dei Bersaglieri. Alle 18, sempre nel Sagrato della Cattedrale, si terrà un incontro con l’europarlamentare Caterina Chinnici, seguirà alle 20 una tavola rotonda col sindaco Leoluca Orlando e Nando Dalla Chiesa, figlio del generale.

Alle 21.00 sarà proiettato un filmato su Dalla Chiesa. Quindi la lettura della preghiera del carabiniere, il silenzio fuori ordinanza e l’esibizione della fanfara dei carabinieri. Il giorno seguente la strage di via Carini, nella stessa via venne affisso un cartello con la scritta: “Qui è morta la speranza dei palermitani onesti”.

Questo fu un ultimo omaggio che il popolo del capoluogo siciliano volle dare al generale, in ricordo delle sue battaglie contro cosa nostra.

La strage fece scalpore anche per le modalità “militari” con cui venne eseguita: Dalla Chiesa e sua moglie vennero infatti colpiti con un Kalashnikov AK 47, arma da guerra.

Redazione NewSicilia



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