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Mobilità sostenibile. Catania a rilento: cantieri aperti, critiche e polemiche

Pista
12 mag 2016 - 06:03

CATANIA - Una città a misura di cittadino, pensata per soddisfare le esigenze di tutti e studiata per essere il luogo ideale in cui vivere.

Tutto questo, per grandi linee, è ciò che generalmente viene identificato con il termine “mobilità sostenibile”.

Una filosofia che interessa la comunità sotto diversi aspetti e che spesso deve fare i conti con amministrazioni “goffe”, inefficienti e miopi.

Tra Brt, piste ciclabili, bike sharing e parcheggi scambiatori in città c’è gran fermento ma sembra che nessuno possa dirsi pienamente soddisfatto per ciò che è stato fatto e soprattutto per ciò che è ancora “in cantiere” o rimasto “sulla carta”. 

“Realizzare o meno altre linee Brt è una scelta politica – commenta Viola Sorbello di “Mobilità Sostenibile Catania” -. L’attuale amministrazione comunale non ne ha realizzata neanche una fino ad ora e non so se intenderà realizzarne in futuro. Ma, per quanto mi è parso di capire, non credo che ci sia questa volontà. Secondo me è un errore – lamenta Sorbello -. Perché l’unica linea realizzata ad oggi è stata un indubbio successo nonostante alcune criticità dovute più che al progetto in sé ad una cattiva gestione. Sta di fatto che già questa unica linea ha consentito, con una spesa pubblica contenuta (soprattutto se paragonata ad altre opere pubbliche tipo la metropolitana), che un numero consistente di catanesi scegliessero il mezzo pubblico. Il che – spiega – significa meno auto al centro, meno traffico, meno inquinamento acustico ed atmosferico. So che era in programma una linea che avrebbe dovuto attraversare la città da Ovest ad Est (partendo da Nesima ed attraversando il viale Mario Rapisardi) ma gli organismi di rappresentanza dei commercianti si sono opposti. Ma va detto che l’assenza o l’inefficienza dei mezzi pubblici causa un sovraccarico di traffico automobilistico e, contrariamente a quanto ritengono alcuni, ciò è causa di degrado e di crisi del commercio. Viceversa l’esempio di altre città europee che hanno regolamentato il traffico nei centri urbani, mettendo in campo strategie di mobilità sostenibile, hanno fatto rifiorire il commercio in zone in cui era in forte crisi.

Riguardo al tanto discusso servizio di bike sharing, realizzato e mai reso operativo: “Non conosco le ragioni per cui non sono stati attivati i servizi di bike sharing. Ma è un vero peccato che centinaia di biciclette acquistate con soldi pubblici rimangano inutilizzate in un deposito del Comune. La proposta del Gruppo Mobilità Sostenibile Catania è che vengano concesse in comodato gratuito agli studenti universitari. Questa proposta verrà presentata insieme ad altre ad una assemblea cittadina organizzata dal movimento spontaneo di studenti e dall’associazione Antico Corso che si riunisce oggi per affrontare e cercare soluzioni al problema di degrado e di sovraccarico di automobili che affligge piazza Dante.

Ma quanto incide la reazione della cittadinanza (talvolta negativa, come nel caso della pista ciclabile sul lungomare) sulla realizzazione di opere di interesse pubblico, spesso non apprezzate perché ritenute lesive di alcuni interessi come quelli dei commercianti e dei residenti?

“Incide in modo direttamente proporzionale alla sua forza e capacità di penetrazione. Per tale ragione auspichiamo che sempre più cittadini si attivino e si mobilitino per partecipare a processi decisionali condivisi con le istituzioni. Ci sono alcuni tavoli tecnici già aperti e noi invitiamo tutti a farne parte sia come cittadini che in forma associativa. A tal proposito – conclude Sorbello – è possibile contattarci tramite la pagina Facebook “Mobilità Sostenibile Catania”.

Marco Bua



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