Inchiesta

La mobilità a Palermo. I progetti su binario e la MAL

Nella foto di Fabio Savagnone, la Stazione Notarbartolo
Nella foto di Fabio Savagnone, la Stazione Notarbartolo
23 feb 2015 - 16:35

PALERMO - La città di Palermo è attualmente interessata da quattro progetti, spesso confusi tra di loro anche da parte dei media, che dovrebbero modificarne drasticamente in meglio la mobilità. In realtà esistono solide argomentazioni sia per sostenere e plaudire a questa prospettiva, sia per temere l’esatto contrario. Di ciò parleremo nel dettaglio. Le iniziative riguardano il cosiddetto raddoppio del passante ferroviario di Palermo, la chiusura dell’anello ferroviario interno alla città, la realizzazione ex novo di alcune linee di tram, la metropolitana leggera ruotata.

Quest’ultima è tuttora allo stato di progetto, con un susseguirsi di annunci di avvenuto finanziamento e di rinvio dello stesso. Rappresenterebbe tuttavia il disegno più coerente per due elementari evidenze. Per la prima, essa aggiungerebbe spazi nuovi alla mobilità, non li sottrarrebbe come il tram, realtà “imposta” alla città e non cresciuta con essa. Per la seconda, sarebbe realizzata senza compromessi con altre esigenze, e quindi con il rispetto dei requisiti specifici della sua utilizzazione.

Questo limite riguarda specificatamente invece il passante, opera ferroviaria che insiste sulla esistente linea Palermo­-Trapani, adattata a metropolitana interna e di collegamente con l’aereoporto Falcone e Borsellino, con scelte tipologiche non sempre coerenti con i requisiti specifici del trasporto metropolitano.

La realizzazione della MAL, metropolitana leggera ruotata totalmente sotterranea, dovrebbe avvenire in due fasi. La prima riguarda il tratto Oreto-­Notarbartolo, e prevede nove fermate. Tra esse Piazza Giulio Cesare (dove si trova la Stazione Centrale), Piazza Cassa di Risparmio, Piazza Verdi, Piazza Politeama (stazione di scambio con l’anello ferroviario), via Archimede e Notarbartolo (punto snodale anche del passante ferroviario e del tram). Vicino alla rotonda di via Oreto sarà collocato il deposito. Il progetto è stato approvato in linea tecnica dal ministero il 23 aprile 2014, all’interno del Piano del trasporto pubblico di massa deliberato nel 2002, e consentirebbe anche una sensibile diminuizione dell’inquinamente acustico e delle polvere sottili. Tuttavia per esso non è stata ancora definita dal CIPE la effettiva copertura finanziaria.

Una seconda fase, che dovrebbe essere finanziata da fondi comunitari, estenderebbe la linea sino a Mondello. Il primo lotto dovrebbe essere finanziato invece per il 60 per cento dallo Stato, mentre Regione Siciliana e Comune dovrebbero provvedere al restante 40 per cento, con un costo complessivo di circa un miliardo. Le stazioni saranno realizzare sottoterra e sono previsti parcheggi di scambio. Ma al momento la MAL è solo una bella speranza. (5 ­continua)

Giovanni Paterna

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Redazione NewSicilia



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