Collaborazione

Misure alternative alla detenzione e reinserimento della persona: accordo fra Uepe e Csve

carcere
2 ott 2015 - 10:48

CATANIA - Favorire la conoscenza e l’applicazione di misure alternative alla detenzione, sensibilizzando la comunità e sostenendo il reinserimento della persona.

È l’obiettivo di un protocollo d’intesa tra l’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) di Catania ed il Centro di servizio per il volontariato etneo (Csve) che sarà firmato giovedì prossimo alle 10.30 nella sede degli uffici giudiziari di corso Sicilia 48.

Con la convenzione, che sarà sottoscritta dal direttore dell’Uepe Letizia Bellelli e dal presidente del Csve Salvatore Raffa, i due enti si impegnano a collaborare nell’attività di informazione, sensibilizzazione e responsabilizzazione della collettività (associazioni di volontariato, terzo settore, istituzioni, organi forensi), attivando percorsi di inclusione sociale per detenuti in esecuzione penale esterna e organizzando specifici seminari divulgativi.

In base all’accordo, inoltre, il Csve fornirà all’Uepe informazioni utili per individuare le associazioni di volontariato più adatte a svolgere questo servizio.

I due enti collaboreranno anche per elaborare e aggiornare un elenco delle associazioni di volontariato disponibili ad accogliere persone in esecuzione penale. “Il ricorso alle misure alternative alla pena detentiva è in crescita. Ma questa prassi, raccomandata dall’autorità giudiziaria – afferma una nota del Csve – resta di complessa applicazione concreta se non si attiva sul territorio una rete operativa in grado di agevolare l’inserimento sociale di persone raggiunte da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, che possono svolgere percorsi di ‘messa alla prova’ o ‘lavori socialmente utili’ in luogo del carcere. In tal senso è stato sottoscritto l’anno scorso un protocollo operativo tra Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e Conferenza nazionale del volontariato in ambito penitenziario finalizzato a favorire attività di utilità sociale. L’intesa tra Uepe e Csve va in questa direzione”.

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Redazione NewSicilia



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