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Miracolo catanese. Nate 15 caretta caretta, 80 uova al sicuro. IL VIDEO

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20 ago 2016 - 14:37

CATANIA – La natura è ostinata. Si impone e impone. Impone la vita. La natura si ostina a insegnare che bisogna lottare per generare, per nascere, per affrontare le onde dell’esistenza. Una lectio magistralis è stata offerta sul litorale della Playa di Catania.

A circa 100 metri dalla spiaggia dello stabilimento balneare Le Capannine è avvenuto il piccolo, grande miracolo. Fra lo stupore dei bagnanti si sono schiuse 15 uova di caretta caretta. 15 minuscole, bellissime tartarughine hanno fatto capolino improvvisamente nell’area messa in sicurezza dai volontari del Wwf, fra lo stupore dei bagnanti, la meraviglia espressa dalle voci dei bambini che hanno assistito alla potenza della tenacia. È il sottofondo che si sente in uno dei video amatoriali che vi mostriamo, quello della scintilla, dell’istante in cui le prime uova si schiudono e minuscoli esserini cercano di affiorare dal nido dove la madre li ha deposti, cercano di farsi strada, di tracciarsi la strada.

Non importa cosa il destino ti riserva di essere, dove ti colloca: la natura insegna a tracciarsi la strada.

Affrontano la sabbia, sospinte dall’istinto, aiutate dalla sensibilità umana. Perché quando la sinergia si attiva, il matrimonio fra uomo e natura è una storia d’amore unica, inimitabile, indissolubile. La più bella mai scritta. I volontari hanno valutato le condizioni marine ostiche per le deboli tartarughine, ancora troppo piccole per affrontare il mare eccessivamente mosso. Avrebbero rischiato, una volta raggiunta la battigia, di essere respinte dalle onde particolarmente aggressive, di restare alla mercé dei predatori, di essere incapaci di alimentarsi. Così, prima una zampettata per sgranchirsi. Gustatevela grazie all’altro video amatoriale.

Poi i volontari del Wwf hanno raccolto i 15 esemplari in un scatola di polistorolo e hanno provveduto a liberarli al largo, permettendo alla tartarughine di avere un’altra chance: dopo avere conquistato la nascita, affrontare la lotta per la sopravvivenza nel loro habitat.

E non è finita. Sono ancora 80 le uova cistodite nella sabbia. Altre 80 uova che potrebbero schiudersi entro settembre, altre 80 caretta caretta che potrebbero nascere sul litorale sabbioso catanese, nuovamente eletto dalla splendida tartaruga marina a luogo dove riprodursi. Splendida, testarda caretta caretta, la specie più diffusa nel Mediterraneo, dove, però, è a rischio estinzione per colpa dell’altra faccia della medaglia, quella umanità che non comprendere la fondamentale importanza della salvaguardia dell’ambiente che ci circonda, quella umanità gretta e autolesionista che non rispetta il suo patrimonio naturalistico e paesaggistico. Che non rispetta la vita. Cementificazione, diffusione scriteriata di infrastrutture turistiche, inquinamento, l’inciviltà di chi abbandona rifiuti sulle spiaggie e in acqua, la devastazione causata dalle reti utilizzate per la pesca a strascico minacciano le tartarughe tanto da essere state inserita nella IUCN Red List, il più grande database di informazioni sullo stato di conservazione delle specie animali e vegetali di tutto il globo terrestre, fra le specie vulnerabili.

Il tutto nell’indefferenza di chi governa e non investe nell’istruzione, nell’educazione. Il pubblico che ha assistito al miracolo della Playa ha spontaneamento dato sfogo all’entusiasmo con esclamazioni, applausi, gridolini di giubilo. Comprensibile. Ma sarebbe stato necessario l’assoluto silenzio. Assoluto. Perché il rumore disorienta le tartarughine al primo approccio con l’ignoto, le intimorisce, rischia di non fare raggiungere loro il primo traguardo, il mare. Nelle scuole non si insegna ciò, e molto altro che sarebbe necessario, obbligatorio sapere. La scuola si mortifica, e basta. Nel frattempo tutto è in mano alle associazioni di volontariato, che fanno quel che possono, che combattono un quotidiano match durissimo. Durissimo, così come il carapace della caretta caretta. Splendide, testarde caretta caretta.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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