Malasanità

Il ministro Lorenzin: “I casi di sospetti errori non sono più della media. C’è molto clamore mediatico”

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25 feb 2015 - 11:09

CATANIA - “Non credo che i casi di sospetti errori siano più della media. È che in questo periodo c’è una maggiore attenzione sul sistema d’emergenza sanitaria e tutto viene amplificato. Per me va bene, è un fatto positivo: parlare dei problemi serve a fare un passo avanti per risolverli” dice il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in merito ai recenti casi di malasanità. 

Ricordiamo il caso della piccola Nicole, la neonata morta in autoambulanza all’altezza dello svincolo per Vizzini, durante la tratta Catania Ragusa alla ricerca di un ospedale con posti letto disponibili in terapia intensiva neonatale.

Il ministro Lorenzin spiega: “Premesso che quanto è successo deve ancora essere chiarito, lì abbiamo visto manifestarsi un altro problema diffuso: le reti dell’urgenza che non funzionano. Devono essere ben strutturate, sono necessarie ambulanze attrezzate e piani di emergenza per i problemi neonatali, per l’ictus e l’infarto. Va bene tagliare i piccoli ospedali ma se questo viene fatto va potenziato il servizio di elisoccorso e più in generale la rete del 118″

Proprio il caso della piccola Nicole ha scatenato aspre polemiche che avevano portato, in un primo momento, l’assessore regionale della Salute, Lucia Borsellino a preannunciare le proprie dimissioni. 

Ma oltre lo scontro che si è scatenato nel mondo della sanità, la morte della neonata ha scosso tutta l’Italia. L’artista Roy Paci , lo ricordiamo, ha mostrato solidarietà nei confronti dei genitori della piccola sul social network Facebook.  Ai funerali di Nicole c’è stata un’affluenza notevole, tutti stretti intorno alla famiglia. 

Il ministro ha dichiarato che nei pronto soccorso “spesso va chi non ci deve andare. Ma non colpevolizziamo i cittadini, bisogna piuttosto che le reti territoriali funzionino meglio per dare risposta fuori dall’ospedale ai loro bisogni”. E ha aggiunto“Devono essere le Regioni ad agire perché questo succeda. Dove c’è un servizio organizzato di medici di famiglia che grazie anche al sistema di guardia medica sono in grado di assicurare una presenza 24 ore su 24, dove in generale c’è offerta di prestazioni sanitarie territoriali, si tiene sotto controllo l’inappropriatezza. Dove questo sistema non funziona i pronto soccorso esplodono”. 

Non bisogna dimenticare neanche la vicenda che ha coinvolto il piccolo Daniel che era stato dimesso dall’ospedale con una diagnosi di stato influenzale dieci giorni fa. Solo il pediatra della famiglia, riscontrando delle macchie rosse sul petto del piccolo sospettava un caso di rosolia.

Il bambino è morto lo stesso giorno nel reparto di Pediatria dell’ ospedale Sant’Antonio di Abate di Trapani per la meningite.

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Alessandra Modica



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