Arresto

Minacce e violenza per ottenere denaro: tre pluripregiudicati finiscono in manette

Sala operativa polizia 4 dicembre 2015
4 dic 2015 - 11:40

COMISO - Cercavano di ottenere con la violenza soldi e benefici di vario genere. Un vero e proprio stile di vita, alla quale la polizia ha messo un punto.

A finire in manette sono stati Mario “Saponetta” Campailla, 53 anni, Salvatore Servo, 41 anni, e Salah Ayed “Turi u tunisinu”, di 43 (da sinistra a destra nella foto sotto).  I loro nomi erano già noti alle forze del’ordine per reati di vario genere e sono tornati a comparire nella lista delle persone da controllare in seguito al’operazione “Agnellino” dello scorso anno. L’intervento, infatti, aveva consentito di smantellare un’organizzazione criminale. Ma si è continuato a effettuare controlli per verificare se qualcuno potesse tentare di ricomporla. I sospetti principali, quindi, sono ricaduti su Campailla, che era stato rilasciato nel 2013.

Mario Campailla, 53 anni Salvatore Servo, 41 anni Salah Ayed, 43 anni

I tre operavano in gruppo o singolarmente, ma con lo stesso stile: minacciavano di morte e usavano violenza sulle vittime per ottenere ciò che volevano. A carico di Campailla figurano alcuni atti criminosi importanti. Una volta fingendosi intermediario di un debito che la vittima non aveva mai avuto, costringendolo a pagare subito 5 mila euro. Un’altra facendosi consegnare un immobile picchiando il malcapitato. 

L’azione criminosa più importante di Aved, invece, è quella in collaborazione con Servo. I due, infatti, hanno minacciato di morte un inquilino qualora non gli avesse consegnato la somma richiesta. E, per rendersi ancora più pericolosi, lo hanno istigato invitandolo a chiamare la polizia: “Non abbiamo paura di loro”.

Tra le azioni in solitario di Servo, quella di maggior rilievo riguarda il mancato pagamento ad un panificio. L’uomo, infatti, andava spesso a mangiare con una donna e chiedeva di poter pagare successivamente. All’ennesima richiesta da parte di Servo, il cassiere ha preteso il pagamento, facendo scatenare le minacce con il coltello in mano: “Sai chi sono io?! Te lo faccio vedere chi sono!”.

Al fine dell’arresto, per cui sono stati impiegato 18 agenti, è stata molto importante la collaborazione e la denuncia di alcuni cittadini.

 

Andrea Lo Giudice



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