Inquinamento

Miasmi a Siracusa, i risultati Arpa. Nel mirino i reflui industriali

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23 gen 2016 - 16:31

SIRACUSA - Il debordare di reflui industriali nei giorni di pioggia, in assenza di copertura del sistema di fogne acide all’interno degli stabilimenti (nonostante le prescrizioni). Sarebbe questa, dunque, la ragione dell’ennesimo evento di cattiva qualità dell’aria verificatosi martedì scorso nel Siracusano e segnalato da centinaia di cittadini ai centralini dei vigili del fuoco. I risultati del campionamento effettuato dall’Arpa suggeriscono questa ipotesi.

Le analisi sui campioni d’aria estratti dalla squadra “Controlli” dell’Arpa guidata dal dottor Corrado Lo Curzio martedì, hanno evidenziato la presenza di sostanze riconosciute tecnicamente come Cov (Composti organici volatili), tutte riconducibili a idrocarburi piuttosto che a sostanze solforate (individuate in altre occasioni): benzene, toulene, xileni, idrocarburi non metanici. Dalla tipologia di inquinanti, secondo le deduzioni dei tecnici Arpa, il fenomeno può essere attribuito o a all’attività delle torce, nei giorni (spesso nelle notti) di sfiaccolamento, o – appunto – a un mal funzionamento del sistema di raccolta dei reflui. La prima ipotesi è scartata perché quel giorno non erano in corso attività di sfiaccolamento. Perciò rimane la seconda.

Spesso e volentieri riportano fonti Arpaquando piove, il debordare dei reflui, o semplicemente perché ci sono bacini aperti, può far sì che si verifichino questi eventi: la parte volatile di queste sostanze viene emessa tutta assieme in atmosfera. Sono situazioni puntuali”. Il fenomeno è conosciuto, tanto che è una delle ragioni per cui l’Arpa ha chiesto la verifica delle Aia per alcuni stabilimenti nel giugno 2013. Il procedimento si è concluso lo scorso anno ma, evidentemente, le aziende non si sono ancora adeguate alle nuove prescrizioni.

Infine, sul monitoraggio: il campionamento ha evidenziato una presenza di inquinanti che la stessa Arpa ha definito inferiore allo spessore dell’evento. E questo a causa di un ritardo fisiologico. Dalle prime segnalazioni, giunte intorno alle 15, a quando la Prefettura ha allertato Arpa sono passate due ore. Il picco, in pratica, è sfuggito. Non tanto, però, da non fornire le indicazioni sopra elencate.

Massimiliano Torneo

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Redazione NewSicilia



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