Immigrazione

“Mi hanno legato le gambe e mi hanno picchiato”, il racconto di una vittima inchioda i suoi “carcerieri”

Violenza
11 mag 2017 - 08:58

AGRIGENTO - La polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo a carico di tre nigeriani sbarcati a Lampedusa lo scorso 16 aprile.

La squadra mobile di Agrigento ha eseguito il provvedimento nel quale, a vario titolo, si contestano ai tre nigeriani, gravissimi crimini quali associazione per delinquere finalizzata alla tratta ed al traffico di esseri umani, sequestro di persona a scopo di estorsione, violenza sessuale, omicidio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Reati aggravati dalla transnazionalità del reato, dalla disponibilità di armi, dal numero di associati superiore a dieci, dall’aver agito per futili motivi, dall’aver adoperato sevizie ed agito con crudeltà, dall’aver cagionato la morte in conseguenza di altro reato.

Tra le dichiarazioni raccolte, si evidenziano alcuni passaggi che testimoniano la gravità degli accadimenti per i quali si procede: “il giovane africano, da me indicato, quale autore, unitamente al libico *** dell’omicidio ai danni di mio fratello ***. Egli si è reso responsabile, altresì, di violenze anche sulla mia persona”; “Tali africani, armati di fucile e vestiti in abiti civili, erano spregiudicati. Picchiavano brutalmente e senza alcun motivo i migranti. Personalmente sono rimasto vittima, in più occasioni, delle loro inaudite crudeltà. Una volta mi hanno legato le gambe e poi mi hanno picchiato ripetutamente, con un bastone, nella pianta dei piedi, procurandomi delle profonde lesioni e una frattura, tanto da impedirmi nella deambulazione per circa tre mesi”.

Altri particolari saranno resi noti nel corso della conferenza stampa che si terrà nella questura di Agrigento, alle 11,00.

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Redazione NewSicilia



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